6.0
- Band: COLDWORKER
- Durata: 00:39:44
- Disponibile dal: /11/2006
- Etichetta:
- Relapse Records
- Distributore: Self
I Coldworker sono la nuova band di Anders Jakobsson, l’ex batterista dei Nasum. Posta la parola fine sul gruppo che aveva fondato assieme a Mieszko Talarczyk – ovviamente per la tragica scomparsa di quest’ultimo – il drummer svedese è riuscito soltanto di recente a rimettersi all’opera, reclutando quattro nuovi musicisti (membri ed ex membri di Ruin e Carnal Grief) e dando vita, in un lasso di tempo di poco più di due mesi, al qui presente “The Contaminated Void”. Diciamo subito che coloro che si aspettano sonorità in stile Nasum da questa nuova formazione rimarranno decisamente delusi, perchè i Coldworker – pur avendo indubbie influenze grind – sono per lo più una death metal band, che ama mischiare old e new school. Difficile citare un’influenza primaria per i nostri, in quanto i brani sono piuttosto variegati e, soprattutto nel riffing, abbracciano vari sotto-generi del death metal. In questo, i Coldworker ricordano abbastanza i finlandesi Deathbound, band che, tra l’altro, ebbe modo di collaborare proprio con Mieszko poco prima della sua morte. A differenza del suddetto gruppo, i Coldworker indugiano però forse un po’ troppo su passaggi sostenuti, perdendo a volte di vista sia groove che immediatezza. Non è raro purtroppo ritrovarsi a guardare l’orologio durante l’ascolto, perchè la band a volte si lascia un po’ troppo andare nel ripetere i riff portanti, prolungando i pezzi in maniera davvero ingenua. Non sempre questo accade – si pensi, ad esempio, alle ottime “An Unforgiving Season” e “Heart Shaped Violence” – tuttavia si ha spesso l’impressione che il tutto avrebbe potuto suonare più fresco e compatto con qualche settimana di lavoro in più. Forse Anders era ansioso di ritornare sulle scene e ha voluto attendere il meno possibile – lo capiamo benissimo! – ma resta il fatto che “The Contaminated Void” è un lavoro che convince solo a metà. Diverse buone canzoni, ma anche qualche ingenuità di troppo, che alla lunga danno un certo fastidio. Lungi da noi bocciare i Coldworker, però ci auguriamo di ritrovarli a breve con le idee più chiare!
