7.5
- Band: COLOSSEUM
- Durata: 01:04:38
- Disponibile dal: 19/11/2007
- Etichetta:
- Firebox Records
- Distributore: Masterpiece
Non capita tutti i giorni di ascoltare un cd di funeral doom metal così vario ed ispirato: stiamo parlando di “Chapter 1: Delirium” dei finlandesi Colosseum, ennesima ottima band partorita nella terra dei mille laghi. I ragazzi sono nati dalla mente di Juhani Palomaki, già leader degli Yearning, che ha chiamato a sè gente estremamente preparata come Olli Haaranen, Janne Ramo e Sameli Koykka per dare vita ad un progetto destinato a lasciare traccia consistente di sè nel panorama dark doom. Questa prima uscita dei Colosseum stupisce per profondità di songwriting e per varietà di stili musicali innestati su una matrice difficile come il funeral. Infatti nelle sei tracce che compongono l’album troviamo atmosfere ambient, dark, doom e perfino qualche orchestrazione barocca. A differenza della quasi totalità delle uscite di questo tipo, “Chapter 1: Delirium” non naviga nell’oscurità più assoluta, ma anzi vive di luce riflessa grazie soprattutto ad un lavoro di tastiere esemplare, capace di evocare tanto i Pink Floyd quanto le colonne sonore di horror movies. Un grandissimo lavoro lo svolgono anche le chitarre, capaci di veri e propri assoli melodici che hanno il potere di tagliare la tensione come un bisturi affilato e di fare tirare il fiato all’ascoltatore, rendendo il risultato finale estremamente appetibile. In fin dei conti l’unico vero elemento funeral doom è il growling catacombale di Palomaki, che fa da contraltare agli elementi melodici di cui sopra. Tutte le tracce sono eccellentemente suonate e composte, ma una menzione d’onore va alle prime tre: “The gate Of Adar” e “Corridors Of Desolation” potrebbero fungere da beffarda colonna sonora per un film dell’orrore, mentre “Weathered” contiene l’assolo migliore mai sentito in un album funeral e ha un incedere quasi beffardo e molto teatrale. Insomma, questo “Chapter 1: Delirium” arriva come un fulmine a ciel sereno e si può tranquillamente considerare come uno dei punti più alti raggiunti dal doom più lento e mefistofelico, da affiancare ai capolavori di Unholy e Skepticism pur essendo incredibilmente più vario e personale di questi ultimi. Da avere ad ogni costo.
