7.0
- Band: COMMON GRAVE
- Durata: 00:40:25
- Disponibile dal: 12/13/2015
- Etichetta:
- Vacula Productions
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La band di Treviso, attiva ormai da tre buoni lustri, torna a distanza di parecchi anni dal precedente “Il Male Di Vivere”, e l’attesa sicuramente non è stata vana: viene perfezionato il loro personale e peculiare percorso di black metal atmosferico e introspettivo, essenzialmente in equilibrio tra due precise dimensioni musicali: da una parte la giusta carica di ossessività sonora, riscontrabile, per fare un esempio, nella circolarità del riff di “On Gray Paths We Move” e dall’altra l’indiscussa potenza melodica predominante in brani come “Stranger To Myself”, che quasi riporta alla mente le ariose peregrinazioni di Drudkh et similia. “Dust Of My Existence” è complessivamente un album mai banale, che riesce ad avere un suono e una dimensione personale per tutta la sua durata, pur sapendo donare piccole ma efficaci variazioni qua e là. Riprendendo una veloce analisi dei brani contenuti, “Tied To This Place” moltiplica la violenza in un attacco sonoro a base di blast beat senza compromessi, pur lasciando potente e immutata l’aura atmosferica generale; una ancor maggiore emotività diventa anzi protagonista nell’arpeggio conclusivo, perfetto preludio al pezzo più intimista e tuttavia più convincente dell’album, ossia “A Cold Goodbye”. Il primo paragone che viene in mente ascoltandone le note iniziali è forse coi Tiamat delle origini, di cui qualcosa si sente anche nella costruzione complessiva del brano, ma dal punto di vista puramente musicale i Common Grave mantengono la loro originalità, in equilbrio tra riff zanzarosi d’antan e il gusto melodico precedentemente descritto. La chiusura è affidata alla non breve “…To Be Forgotten”, dove le atmosfere si tingono di funeral doom, soprattutto dal punto di vista dell’approccio vocale, con un esito più che apprezzabile e tutto sommato coerente. Certo, sorge spontaneo chiedersi se, fin dal titolo, non sia un voluto omaggio a una delle più grandi realtà italiane in ambito estremo, e ci riferiamo ovviamente ai Forgotten Tomb con cui i Nostri hanno anche diviso il palco in varie occasioni. Ucraina, Polonia, Islanda: questi alcuni dei paesi che mai erano stati propriamente ai vertici della scena metal europea e che sono ormai diventati realtà consolidate, grazie a band che risulta persino superfluo citare. Che stia giungendo il tempo anche del nostro Belpaese? Questo comeback di buon livello fa sicuramente ben sperare.
