COMMUNIC – Where Echoes Gather

Pubblicato il 18/11/2017 da
voto
7.0
  • Band: COMMUNIC
  • Durata: 00:53:59
  • Disponibile dal: 27/10/2017
  • Etichetta:
  • AFM Records
  • Distributore: Audioglobe

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Dopo il mezzo passo falso di “The Bottom Deep” del 2011, i norvegesi Communic si sono presi una lunga pausa prima di tornare ad affacciarsi sul mercato discografico. Già nel biennio 2012/2013 il cantante e chitarrista Oddleif Stensland aveva iniziato ad occuparsi della composizione dei nuovi brani, ma la nascita di un figlio ha avuto la priorità nella vita dell’artista, convincendolo a posticipare l’uscita del nuovo album per stare con la famiglia. Nel mentre, Oddleif ha continuato a portare avanti il suo processo creativo, traendo ispirazione da idee che aveva messo in un cassetto e che erano rimaste silenti da molto tempo. Un’altra nascita, questa volta delle due figlie del batterista Tor-Atle Andersen, ha fatto passare altro tempo, così come anche la ricerca di una nuova etichetta discografica, conclusasi nel 2016 con l’approdo nella scuderia della AFM Records. Ci troviamo quindi oggi, a sei anni di distanza, con il ritorno dei Communic, intitolato “Where Echoes Gather”, a simboleggiare l’ispirazione di Oddleif che ha raccolto gli echi del suo passato per dar vita ad un degno capitolo della storia della band. Fortunatamente il compito viene portato a termine con efficacia e il nuovo album dei Communic porta una ventata di rinnovata energia che supera le incertezze del precedente disco. Il trio norvegese opta per una formula leggermente diversa dal solito, prediligendo sì composizioni lunghe ed articolate, ma spesso dividendole in due sezioni distinte. La proposta musicale rimane un potentissimo ibrido tra progressive, heavy e thrash metal, fortemente influenzato dai Nevermore e con un notevolissimo livello tecnico: le composizioni si susseguono come una bufera che spazza via ogni resistenza, mentre i tre macinano riff e ritmi senza sosta. Non si tratta di canzoni di facile assimilazione, anche se la band sa dosare molto bene le atmosfere e le sfumature del proprio sound. Talvolta emerge il loro lato più epico e fiero, come nel caso della title track, che poi si evolve in una sezione ipertrofica ed intricata in “The Underground Swine”; altre volte invece i ritmi si fanno meno impazziti pur picchiando come un inarrestabile schiacciasassi (“Where History Lives”). Si fa apprezzare anche la più brutale e violenta “Black Flag Of Hate”, dove le influenze nevermoriane si fanno più pesanti ed evidenti, ma la palma di miglior brano la vince “Moondance”, lunga composizione di quasi nove minuti di durata che concede qualcosa di più alla melodia, aggiungendo un’atmosfera più mesta e malinconica che si sposa molto bene con il sound dei Communic. Ecco, a voler essere particolarmente esigenti, si potrebbe auspicare un’evoluzione ulteriore in questo senso: gli accenti melodici visti in “Moondance” avrebbero potuto dare un respiro maggiore ad alcuni passaggi eccessivamente monolitici e spigolosi. Detto questo, chiunque ami le sonorità più intricate e sappia farsi coinvolgere dalle trame di musicisti eccellenti, dia senza alcuna remora un ascolto a “Where Echoes Gather”. Non ne rimarrà certo deluso.

TRACKLIST

  1. The Pulse of the Earth (Part 1 - The Magnetic Center)
  2. The Pulse of the Earth (Part 2 - Impact of the Wave)
  3. Where Echoes Gather (Part 1 - Beneath the Giant)
  4. Where Echoes Gather (Part 2 - The Underground Swine)
  5. Moondance
  6. Where History Lives
  7. Black Flag of Hate
  8. The Claws of the Sea (Part 1 - Journey into the Source)
  9. The Claws of the Sea (Part 2 - The First Moment)
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