CONCEALMENT – Phenakism

Pubblicato il 11/10/2011 da
voto
7.5
  • Band: CONCEALMENT
  • Durata: 00:54:14
  • Disponibile dal: 07/03/2011
  • Etichetta:
  • Major Label Industries

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I Concealment sono un terzetto portoghese attivo, diciamo, dalla metà degli anni Novanta ma che, in controtendenza con la stragrande maggioranza dei gruppi odierni, nel 2011 è giunto “soltanto” al suo secondo album. Meglio, diremmo noi, specialmente in considerazione del fatto che questo è davvero un album coi fiocchi, molto più ragionato, sensato e ricco di sentimento rispetto a tutta una serie di album-fotocopia che escono in continuazione. Dando un’occhiata alle pagine dei social network che ci presentano questa band, ciò che salta all’occhio sono le loro influenze musicali: una lista sterminata di nomi dei generi più disparati che vanno dai Meshuggah ai Coroner, da Jaco Pastorius ai Neurosis, dai Cynic ai Dillinger Escape Plan. Ciò che vi sorprenderà è provare la veridicità di queste influenze nel sound di questi ragazzi ascoltando “Phenakism”. Già, perché potremmo anche chiamarlo semplicemente “technical death metal”, ma il rischio è quello di farli scivolare in un calderone sconfinato di band alla Beneath The Massacre tutto tecnica e velocità e poca sostanza. Intendiamoci, il tappeto su cui è basato tutto il sound dei Concealment è indubbiamente il death metal più tecnico, ma stavolta le principali ispirazioni sono Gorguts, Pestilence e Atheist, e l’obiettivo non è mai quello di spingere sempre e comunque al massimo il piede a tavoletta sull’acceleratore, bensì quello di annichilire, disturbare e angosciare l’ascoltatore, immergendolo in una palude di suono, nera come la pece, densa e impenetrabile come una colata di cemento. Atmosfere sintetiche alla Cyinic, interferenze melodiche talvolta ad opera di un sax, altre volte ritornelli melodici a mo’ di boccata d’aria fresca, bordate di techno-thrash alla Coroner, vorticose trame di basso a 9 (nove!) corde in un tappeto di tempi astrusi, contro ogni tempo e quasi contro natura… Riff arzigogolati, assoli che giungono come graffianti schegge di vetro, monolitici rallentamenti, ripartenze da infarto, urla annichilenti, disorientanti cambi di atmosfera, e chi più ne ha più ne metta. Questi sono solo alcuni degli elementi che rendono questo disco una piccola gemma nel suo ambito, sicuramente uno dei lavori migliori di questo genere nel 2011. Un disco di una personalità e di una maturità da lasciare abbastanza di sasso, una release che con ogni probabilità rimarrà sconosciuta ai più che magari preferiranno massacrarsi il cervello con gruppi che, oltre a sfoggiare una gran tecnica e una velocità inimmaginabili, non dicono molto di più. Questo è uno dei pochi casi in cui una tecnica sopraffina è al servizio di ottima musica, passare oltre con indifferenza sarebbe un vero peccato, e non dite che non ve l’avevamo detto!

TRACKLIST

  1. Hamartia
  2. Stridulation
  3. Deluge
  4. Yielding Radiance
  5. Malformations
  6. Orifice
  7. Mantis Complex
  8. On Behalf of Malady
  9. Ingravescent
  10. Cyclothymic
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