CONCEPTION – State Of Deception

Pubblicato il 09/04/2020 da
voto
7.0
  • Band: CONCEPTION
  • Durata: 00:39:19
  • Disponibile dal: 03/04/2020
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Di tutti i ritorni sulle scene su cui è stato possibile fantasticare negli ultimi vent’anni, quello dei norvegesi Conception è probabilmente uno tra i più curiosi e inaspettati; soprattutto tenendo conto dei rumor perennemente smentiti e della svolta di vita intrapresa dal vocalist Roy Khan a seguito della sua dipartita dai Kamelot (band di cui egli è stato il vessillo per gran parte della carriera, a partire dal terzo album “Siége Perilous”, uscito tra l’altro nello stesso periodo in cui i Conception hanno cessato la loro attività).
Tuttavia, la storia ci ha più volte insegnato che l’imprevisto è sempre dietro l’angolo, nel bene e nel male; perciò, tra un’emergenza globale con complottisti annessi e l’altra, è con discreto entusiasmo che vi presentiamo il ritorno effettivo sul mercato, se non si conta ovviamente l’EP”My Dark Symphony” uscito due anni fa, di una delle prog/power metal band più di culto d’Europa. Si tratta di una produzione fondamentalmente indipendente, com’è possibile comprendere dall’uscita unicamente in formato digitale, per ora, e dalla qualità lievemente spartana delle registrazioni; in particolar modo il guitar work ad opera di Tore Ostby appare piuttosto grezzo nella sua resa generale, ma anche piuttosto genuino e credibile in ogni singolo passaggio. Ci piace pensare che si tratti di una scelta volta a dare un tocco più vicino possibile ad una ripresa live, teoria avvalorata anche dalla presenza di applausi e ovazioni all’interno della iniziale “Of Raven And Pigs”: un brano relativamente arrabbiato e oscuro, con un cantato che modula dallo stile tipico di Roy Khan ad uno decisamente più ruvido e parlato, simile quasi ad una sorta di comizio rivolto ad una folla fittizia.
Del singolo “Waywardly Broken” si è già fatto un discreto parlare, e sebbene si tratti di uno dei pezzi più orecchiabili del pacchetto, a parer nostro è anche il primo in cui è possibile udire il talento sopito dell’amato vocalist, la cui tecnica ne valorizza l’interpretazione, collimando in un ritornello ipnotico. “No Rewind” assume una parvenza vagamente più aggressiva, pur mantenendo il timing su velocità cadenzate, fino ad una conclusione dal retrogusto sinfonico, in linea con quanto fatto anche dagli stessi Kamelot. Il tutto prima di una “The Mansion” lenta e toccante, in cui a spiccare sono senza dubbio le suadenti note del pianoforte e il dolce contributo della bella Elize Ryd qui in veste di ospite, anche se inspiegabilmente solo per pochissime battute. Con un po’ di fantasia, quest’ultima traccia ci ha ricordato musicalmente la nota “Skyfall”, cantata originariamente da Adele e sigla dell’omonimo film con Daniel Craig nei panni dell’agente James Bond; taglio compositivo simil-cinematografico che troveremo ancora più avanti.
Una discreta star del pacchetto, tanto per restare in tema, è senz’altro il songwriting del secondo singolo “By The Blues”, che pur non spiccando eccessivamente riesce a piazzarsi direttamente nella testa dell’ascoltatore, ma non prima di averlo esaltato grazie al suo incedere al limite del power metal nudo e puro. La situazione cambia in fretta, ma senza abbassare il livello qualitativo, con l’evocativa e malinconica “Anybody Out There”, le cui soluzioni artistiche la pongono a metà tra una colonna sonora e un brano progressive vecchia scuola, con quindi un’alternanza di elementi orchestrali e sfoggi esecutivi ad opera dei musicisti coinvolti.
Con “She Dragoon” non siamo solo in presenza dell’ultimo inedito, seguito dalla riproposizione di quella “Feather Moves” già presente nel singolo “Re:Conception”, ma anche dei cinque minuti più dirompenti e metallici di tutto l’album, sul livello dei successi passati della formazione norvegese. Quest’ultima in “State Of Deception” ha evidentemente scelto di osare abbastanza poco in quel dipartimento, preferendo focalizzarsi sulla componente puramente orecchiabile ed accessibile. Ciò non vuole indicare una mancanza di qualità o di ispirazione, dal momento che comunque, complice anche la durata contenuta, non subentrano mai noia e titubanza; ma mancheremmo di onestà se non ammettessimo che dal ritorno dei Conception ci saremmo aspettati qualcosa di più, soprattutto in termini di audacia e voglia di lasciare il segno.

TRACKLIST

  1. In Deception
  2. Of Raven And Pigs
  3. Waywardly Broken
  4. No Rewind
  5. The Mansion
  6. By The Blues
  7. Anybody Out There
  8. She Dragoon
  9. Feather Moves
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