CONCRETE AGE – Awaken The Gods

Pubblicato il 20/05/2025 da
voto
6.5
  • Band: CONCRETE AGE
  • Durata: 00:41:58
  • Disponibile dal: 15/05/2025

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Decimo album per i Concrete Age, band autodefinitasi ‘ethnic metal’, fondata nel Caucaso e stabilitasi a Londra dal 2014, che porta alle nostre orecchie una nuova opera di un mix musicale davvero eclettico, il quale, sulla base di un extreme metal a tutto tondo (groove con tocchi death non troppo accentuati), inserisce tutta una serie di strumenti etnici e suggestioni atmosferiche folk (nel senso letterale del termine) ben amalgamate tra loro: questi innesti sono chiaramente parte della scrittura e non meri orpelli fatti per dare un senso al progetto, anzi. Va detto infatti che, spogliati della loro peculiarità sonora, i brani non avrebbero moltissimo mordente, in quanto piuttosto canonici all’interno di dinamiche groove metal anni ‘90; dunque le strutture ‘esotiche’ risultano davvero parte viva del contesto.
“Awaken The Gods”, per l’appunto, fonde metal estremo e sonorità tradizionali dell’Est, riuscendo a creare paesaggi sonori ricchi di profondità e suggestione, anche se però il nuovo lavoro non ci sembra ispirato come il precedente “Motherland”, i cui brani erano costruiti sulle stesse basi ma capace di risultare francamente più dinamico in termini di canzoni vere e proprie.
I Concrete Age sembrano comunque piuttosto proiettati nel mantenere una propria visione creativa indipendente e scevra da costrizioni di sorta (il disco è peraltro autoprodotto), suonano bene e i pezzi in sé non sono male, ma proprio questi tendono a distinguersi davvero poco l’uno dall’altro, e in una proposta così sfaccettata e ambiziosa può risultare un problema.
L’opener, “Prey For Me”, forte di un ritornello facilmente accessibile, gioca appunto su di una geometria che si ripete più volte, e in genere si tende a percepire una sorta di ripetitività in canzoni scritte in maniera abbastanza simile; forse il problema maggiore sta in un riffing tendente a partorire dei giri di chitarra con uno stile sin troppo standardizzato. Il meglio del disco sono quindi gli arrangiamenti, le intuizioni dei vari strumenti; i pezzi più tribali e meno ‘normalmente’ metal (“Mid-East Boogie”), dove ci si lascia andare di più col cuore che con la testa, sono quelli che attirano di più l’attenzione, come accade nelle progressioni di “Warrior’s Anthem”, bella cadenzata, con delle melodie facili da memorizzare nelle loro accelerazioni, per non parlare di un ottimo assolo classicamente heavy.
Insomma, la proposta resta interessante e ci piacerebbe vedere i Concrete Age dal vivo, ma da un gruppo come questo ci aspettavamo qualcosa di più “wow”.

TRACKLIST

  1. Prey for Me
  2. Forbidden Ministry
  3. Awaken the Gods
  4. Cursed Reincarnation
  5. Mid-East Boogie
  6. Warrior's Anthem
  7. Where Storms Are Gathered
  8. Sorrows of the Flesh
  9. Boro Boro (Arash cover)
  10. Şımarık (Tarkan cover)
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