CONDOR – Unstoppable Power

Pubblicato il 27/06/2017 da
voto
7.5
  • Band: CONDOR
  • Durata: 00:36:18
  • Disponibile dal: 09/03/2017
  • Etichetta: High Roller Records
  • Distributore: Audioglobe

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Kolbotn è una piccola cittadina a  circa 15 chilometri da Oslo; oltre a essere la patria di Fenriz è anche la culla di una scena (la Kolbotn Thrashers Union) di cui fanno parte alcune band, tra cui appunto i Darkthorne. Membri di spicco di questa piccola scena sono, senza dubbio, i Condor: il power trio norvegese è dedito a un black-thrash, diretto e tagliente, privo di fronzoli e carico di atmosfere eighties. Ovviamente non mancano i rimandi a illustri compatrioti (i già citati Darkthrone, ma anche Aura Noir e Nocturnal Breed), oltre che ai maestri della scena thrash europea (Sodom, Hellhammer, Destruction) e americana (Possessed su tutti). Questo “Unstoppable Power” è il secondo full length dei Condor e giunge a tre anni di distanza dallo split coi connazionali Töxic Death e a quattro dall’omonimo debut. Come accennavamo, il sound mescola il thrash europeo più classico a certo black metal, che ritorna sopratutto nei suoni, nel cantato (in cui il richiamo al secondo periodo dei Darkthrone è palese) ed in un’attitudine smaccatamente underground (il disco è uscito in vinile e solo un mese dopo in CD e cassetta). Nei trentasei minuti, suddivisi in otto tracce, i Condor sembrano attingere e prosciugare la vena (ormai quasi esaurita) di gruppi come Destruction e Nifelheim, ringiovanendola con una violenza inaudita, cieca e massacrante. L’headbanging richiamato dalla titletrack è forsennato, manda i ricordi a moshpit assassini in piccoli club maleodoranti, mentre lo speed di “83 Days Of Radiation”, aperta da un riff smaccatamente NWOBHM ci dimostra che i tre norvegesi hanno molto più che ignoranza e brutalità dalla loro. Che i Condor siano tutt’altro che degli sprovveduti è più che evidente, che siano andati a scuola dai maestri del genere è evidente, ma se vi aspettate il solito dischetto di thrash trito e ritrito, il solito clone dei Kreator, sbagliate di grosso! La pura istintività primordiale che scaturisce da questo lavoro è unica, così come lo è l’abilità del gruppo nel creare qualcosa di nuovo e fresco pur spostandosi solo per brevi istanti dal 1986, con rapide incursioni nel 1994 e nel 1983 (non certo anni a caso, ma sappiamo che non c’è bisogno che stiamo a ricordarvi i dischi usciti nei periodi in questione). Nonostante il disco sia piuttosto breve, la sua intensità omicida è tale che, probabilmente, un pezzo in più sarebbe stato troppo, insomma: è davvero difficile trovare un difetto a questo lavoro. Derivativo? Sicuramente, ma con qualcosa di fresco e interessante. Grezzo? Naturalmente, ma così deve essere questo genere di musica. Datato? Probabile, ma chi vuole sentire solo band che stravolgono e innovano? Lasciatevi distruggere da “Malevolent Curse” o “Chained Victims”, bevete un’altra birra e rilanciatevi nel moshpit: questo è un disco da massacro, un disco che dà carica e ‘potenza inarrestabile’ e ci sentiamo di consigliarne a tutti l’ascolto, perché la ‘nostra’ musica è questa e fortunatamente c’è chi ce lo ricorda con questi dischi. Abbandonate i lupi e seguite i Condor.

TRACKLIST

  1. Embraced By The Evil
  2. Riders Of Violence
  3. Chained Victims
  4. You Can't Escape The Fire
  5. Unstoppable Power
  6. 83 Days Of Radiation
  7. Malevolent Curse
  8. Horrifier
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