6.0
- Band: CONFESSION
- Durata: 00:31:35
- Disponibile dal: 01/02/2012
- Etichetta:
- Lifeforce Records
- Distributore: Audioglobe
“The Long Way Home” è il secondo album dei Confession, band australiana che, come i loro connazionali Parkway Drive, punta tutto sul mosh per cercare di far slogare braccia e collo a quanta più gente possibile. Parliamo di quel tipo di metalcore che scippa i riff alla scuola svedese, ci butta in mezzo tonnellate di groove e rallentamenti pachidermici, alcuni ritornelli di facile presa e il gioco è fatto. Di album come questo, chiunque mastichi, o abbia masticato, anche solo un po’ del genere in questione, ne avrà sentiti a centinaia, e se il genere piaceva prima, di sicuro non sarà questo disco a far passare la voglia di ascoltare metalcore… Anzi, alla resa dei conti, “The Long Way Home” si dimostra un lavoro ben fatto: i brani sono accattivanti, piacevoli da ascoltare, ben suonati e con tutte le cose al proprio posto. Volendo trovare qualche difetto, diremmo che i ritornelli sono appaiono molto sempliciotti, se non altro perchè chi scrive detesta le voci filtrate (ma ciò è ovviamente è questione di gusti personali). Inoltre, le strutture dei brani sono davvero molto prevedibili, ma questo e altri sono in realtà “difetti” che fanno parte del genere e che, volendo, accomunano decine e decine di band, quindi non stiamo scoprendo nulla di nuovo. Il consiglio, insomma, è questo: se siete fan di sonorità in stile ultimi Bury Your Dead, Parkway Drive, Bring Me The Horizon, Asking Alexandria e compagnia bella, potreste provare a dare un ascolto ai Confession, probabilmente potrebbero darvi delle soddisfazioni. Ma attenzione, se siete alla ricerca di qualcosa di innovativo o personale, allora qua siamo fuori strada.
