CONJURER – Unself

Pubblicato il 21/10/2025 da
voto
7.5
  • Band: CONJURER
  • Durata: 00:44:42
  • Disponibile dal: 24/10/2025
  • Etichetta:
  • Nuclear Blast

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A tre anni dall’ultimo full-length, i Conjurer tornano con “Unself”, un album che conferma la solidità tecnica e compositiva della band inglese, nonché espressiva, senza tuttavia raggiungere il livello di sorpresa e urgenza che aveva reso “Páthos” un album per noi memorabile.
La formula del quartetto di Rugby è piuttosto consolidata in uno sludge pesante e quadrato, inquadrato da una cornice prettamente post-metal che non disprezza sortite quasi annerite da qualche saltuario riff più tradizionale; non mancano momenti atmosferici e dinamiche curate, e forse il punto migliore dell’album sono proprio i molti momenti di quiete che rendono le deflagrazioni ancora più effettive, tra riff opprimenti e pause rarefatte.

Apprezziamo in particolare i passaggi in cui entrano in gioco le voci pulite, dove l’intensità emotiva sale e le linee melodiche diventano struggenti e toccanti, con brani come “Let Us Live” o “This World Is Not My Home” a dimostrare una capacità di scrittura lirica e musicale che sa colpire con delicatezza e forza al tempo stesso. Sono questi momenti ad imprimersi più intensamente nella memoria, creando picchi emotivi che contrastano con la pesantezza della strumentazione, e l’equilibrio tra parole e musica è evidente: la band sa creare tensione e fragilità senza mai cadere nella retorica, e queste sezioni più intime diventano il cuore pulsante di “Unself”.
Dal punto di vista tematico, difatti, l’album documenta il percorso interiore del chitarrista e cantante Dan Nightingale, diagnosticato con autismo a trentun anni e identificatosi come non-binario, esplorando temi di identità, appartenenza e auto-riconoscimento, e forse questa ricerca tematica si sposa particolarmente con la maturità partorita dall’aspetto sonoro. Questi elementi personali si intrecciano con riflessioni sulla società contemporanea – e citiamo nuovamente “Let Us Live”, che affronta ad esempio la discriminazione delle persone trans, includendo un campione di un discorso dell’attivista spagnola Carla Antonelli.

Insomma, se “Unself” non ci ha proprio colpito completamente, il problema non sta nella qualità intrinseca: il disco è tecnicamente ineccepibile, ben prodotto, coeso e coerente. La sensazione non del tutto positiva è piuttosto quella che ci fa sembrare certe soluzioni un semplice affinamento di una formula già nota, in grado di offrire sì un ascolto convincente, ma meno travolgente delle aspettative; la band si trova a proprio agio nell’utilizzare questa forma, ed evidentemente questa è la sua attuale incarnazione (e, visto il risultato, va benissimo così).
Non stiamo parlando di un copia incolla rispetto a “Páthos”, comunque: il disco cammina sulle sue gambe e risulta interessante e pieno di momenti riusciti, racchiude in sé la maturità consona ad un terzo album (elementi che definiscono comunque la bontà di un progetto), e riesce sicuramente a mostrare i Conjurer per quello che sono, ovvero un’ottima band di sludge/post-metal capace di giocarsela coi protagonisti di questo panorama musicale, ma che non ha compiuto un passo così marcato verso una propria evoluzione sonora. E, forse, nemmeno la cerca.

TRACKLIST

  1. Unself
  2. All Apart
  3. There Is No Warmth
  4. The Searing Glow
  5. A Plea
  6. Let Us Live
  7. Hang Them In Your Head
  8. Foreclosure
  9. This World Is Not My Home
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