CONQUERING DYSTOPIA – Conquering Dystopia

Pubblicato il 10/04/2014 da
voto
7.0
  • Band: CONQUERING DYSTOPIA
  • Durata: 00:52:56
  • Disponibile dal: 10/03/2014
  • Etichetta:
  • Distributore:

Approcciarsi al debut album di una vera e propria all star band come i Conquering Dystopia senza farsi trascinare dalla facile esaltazione dei singoli elementi che la compongono non è per nulla facile. Ma andiamo con ordine: i Conquering Dystopia sono composti da quattro vere e proprie eccellenze del panorama metal internazionale. Capitanati da una mostruosa coppia d’asce come uno dei chitarristi più talentuosi dell’ultima decade, l’ex Nevermore e attuale solista Jeff Loomis, assieme ad un altro chitarrista di fama internazionale quale Keith Merrow (autore anch’egli di diversi album come solista), la line up della band si completa con l’immortale Alex Webster dei Cannibal Corpse al basso e con Alex Rudinger dei The Faceless dietro alle pelli. Davvero una band coi fiocchi, composta da vere e proprie garanzie di qualità sia tecnica che compositiva, dato che stiamo parlando appunto sia di ottimi musicisti che nelle rispettive band – quando non sono progetti solisti – partecipano attivamente al processo compositivo. Viste le premesse era dunque lecito aspettarsi solo l’eccellenza da questo omonimo album di debutto, che oltre tutto ha anche la particolarità e l’ambizione di essere un progetto esclusivamente strumentale. L’impatto sonoro nei primi ascolti, specie se si è amanti della tecnica sopraffina e del progressive in generale, è a dir poco devastante: riff contorti, galoppanti, che in certi frangenti ci hanno riportato alla mente certi episodi dei Nevermore. Bellissimi assoli ora melodici, ora vorticosi nell’intreccio dei generi che si combinano e vanno a braccetto tra un riff di indole thrash e una sfuriata tecno-death. La produzione cristallina, ad opera di Mark Lewis (Deicide, Devildriver, Six Feet Under), riesce a mettere costantemente in piano e a far brillare di luce propria tutti i singoli strumentisti. Sulla carta dunque tutto fila liscio come l’olio e siamo sicuri che gli amanti della tecnica musicale avranno già ascoltato e goduto dell’album in questione, reso disponibile sui canali ufficiali del gruppo. Qualche piccola perplessità giunge però una volta scemato l’entusiasmo iniziale e nel momento in cui ci si inizia a chiedere per quale motivo a una band del genere debba mancare un cantante che, francamente, avrebbe chiuso il cerchio delle composizioni. Le singole tracce in effetti, hanno tutte una struttura infatti abbastanza lineare, forse persino troppo per essere brani esclusivamente strumentali, al punto di risultare alla resa dei conti un po’ troppo simili tra di loro. Infine i vari virtuosismi alle sei corde degli ottimi chitarristi, non riescono pienamente – a parere di chi scrive – nel loro tentativo di non far sentire la mancanza di un vocalist. Un album quindi complessivamente discreto, che però non fa gridare al miracolo, come speravamo, specie una volta visti i personaggi che lo hanno composto e suonato.

TRACKLIST

  1. Prelude to Obliteration
  2. Tethys
  3. Ashes of Lesser Men
  4. Doomsday Clock
  5. Inexhaustible Savagery
  6. Totalitarian Sphere
  7. Lachrymose
  8. Autarch
  9. Nuclear Justice
  10. Kufra at Dusk
  11. Resurrection in Black
  12. Destroyer of Dreams
3 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.