CONSTRUCDEAD – Violadead

Pubblicato il 16/04/2004 da
voto
6.0
  • Band: CONSTRUCDEAD
  • Durata: 00:43:06
  • Disponibile dal: 27/02/2004
  • Etichetta: Black Lodge
  • Distributore: Audioglobe

Il curriculum dei Construcdead è fatto di quattro demo e un debut, ai quali si aggiunge oggi questo nuovo “Violadead”. Quello che più importa però è che i Construcdead sono una band svedese ed il loro sound è inequivocabile, in tal senso: death metal melodico, di quello già sentito fino alla nausea, un po’ pesante e tanto melodico giusto per intenderci, death metal con i ritornelli molti accattivanti e melodici cantati con voce pulita (anche se spesso è abbastanza rauca, a dir la verità). Il genere può piacere o meno, vero è che la sfida della band svedese è ardita vista la concorrenza mostruosa e di alto lignaggio che già esiste (a partire da Soilwork, In Flames, aggiungendo anche i ‘soliti noti’, infiniti gruppi svedesi già affermati). La migliore track è senza dubbio l’opener “Pinhook”, per il suo ritmo incalzante ed un refrain molto valido. Per tutto il resto del cd (che, da quel che sembra, sta andando molto bene a livello di vendite), il ‘già sentito’ è un must che si ripete in ogni nota, fino all’ultimo brano di “Violadead”. Viste le ultime, abbastanza negative, uscite discografiche della svedese Black Lodge, questi Construcdead sembrano al momento un buon investimento, un gruppo trendaiolo che mette poco di suo, ma ‘obbedisce’ alla richiesta, una richiesta che sembra sempre essere orientata sul death svedese pesante e melodico. I nostri sembrano essere un gradino al di sotto delle band più acclamate del genere, ma questo cd può risultare comunque interessante e piacevole per più di qualche amante di siffatte sonorità. Nello stile dei Construcdead, come in “The Saviour”, c’è anche lo zampino dei Fear Factory, per lo meno nel modo di cantare e di costruire la struttura della canzone. La malizia e capacità artistica del combo scandinavo di sfornare musica quasi ‘ballabile’ è ben visibile nella successiva “Disbelief”. La produzione sembra buona, suona decisamente swedish ed è questo quello che conta, gli strumenti sono tutti ben presenti e distinguibili, manca però forse qualcosa in fase di mixaggio perché il cd ha suoni piuttosto opachi, ed è un peccato che la mancanza di brillantezza non esalti i contenuti di questo album: carino, ma che suona come qualcosa di stramaledettamente già sentito.

TRACKLIST

  1. Pinhook
  2. Rise
  3. Bricks
  4. Hate
  5. Wounded
  6. Cancer
  7. The Saviour
  8. Disbelief
  9. New Skin
  10. Re-Arrange
  11. Turn
  12. Bitter End
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