5.0
- Band: CONSTRUCT OF LETHE
- Durata: 00:44:32
- Disponibile dal: 21/06/2024
- Etichetta:
- Transcending Obscurity
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I Construct Of Lethe – band death metal internazionale di cui alcuni membri militano anche nei Near Death Condition – giungono all’importante traguardo della pubblicazione del terzo album in discografia con un’uscita piuttosto singolare: “A Kindness Dealt In Venom” si presenta come un concept album riguardante la tematica del suicidio, affrontato tramite una lunga composizione della durata di circa quarantacinque minuti scarsi – divisa per motivi di praticità in dodici tracce.
Il nome della band è sicuramente noto agli appassionati di quel filone del death metal che più di tutti omaggia l’opera dei Morbid Angel e che trova in formazioni come Hate Eternal o Mithras i suoi degni prosecutori. I Construct Of Lethe non si sono finora discostati in tal senso da questo modo di intendere il genere, strutturando le proprie composizioni su un riffing tecnico, molto dinamico e ispirato a quanto fatto da Trey Azagthoth, esplorandone soprattutto quegli aspetti in grado di evocare atmosfere eteree e al contempo orrorifiche.
La musica proposta è peraltro sempre stata decisamente accostabile a quella proposta anche dai già citati Near Death Condition, con cui condividono il chitarrista Patrick Bonvin e il bassista Tony Petrocelly e che per aspetti compositivi rappresentano la realizzazione dello stesso tipo di songwriting sotto un nome differente.
Va tuttavia evidenziato come per entrambi i gruppi la rispettiva pubblicazione degli ultimi album abbia in qualche modo sancito una più netta separazione tra le due cose, volta a rafforzare l’identità dei progetti: se infatti l’ottimo “Ascent From The Mundane” dei Near Death Condition uscito un paio d’anni fa testimonia un approccio agli arrangiamenti più progressivo, dissonante e atmosferico, avvicinandosi soprattutto agli ultimi Gorguts, il nuovo “A Kindness Dealt In Venom” dei Construct Of Lethe si muove in senso quasi opposto su territori ambient e avanguardistici che a onor del vero convincono poco.
L’ascolto dell’album è molto ostico nonostante la produzione valida e la presenza, oltre che dei già citati membri e virtuosi degli strumenti a corda, di Kevin Paradis alla batteria e alle percussioni – già in forze ai francesi Benighted e con letteralmente decine di album registrati in curriculum.
Le enormi capacità tecniche di tutti i coinvolti non riescono a supportare adeguatamente composizioni in cui ogni riferimento al death metal e al metal in senso più ampio è solo formale e mai sostanziale: per tutta la durata di “A Kindness Dealt In Venom”, nessun riff viene ripetuto all’interno di una stessa composizione, nessun tema chitarristico è posto al servizio della narrazione come la tradizione del concept album richiederebbe in senso stretto e nessuno dei moltissimi intermezzi strumentali di sintetizzatore e percussioni sembra realmente necessario alla resa positiva dell’ascolto del disco nella sua totalità. A nulla servirebbe menzionare una singola traccia al fine di rendere esemplificativo il sound del progetto, date l’assenza di fatto di un riffing caratteristico e l’enorme quantità di elementi vicini all’industrial più rumoristico e alla musica d’ambiente – anche se ci sentiamo comunque di menzionare il quinto pezzo strumentale “Flickering” al di fuori del contesto narrativo del disco per la pregevolezza del chitarrismo solista sfrenato e molto interessante.
A parere di chi scrive, il death metal è un genere che tendenzialmente poco si presta alle sperimentazioni progressive tipiche della realizzazione di un concept album propriamente detto, essendo tradizionalmente orientato al riffing e all’impatto sonoro e pertanto poco versatile dal punto di vista della realizzazione di una narrazione in senso stretto. Nonostante alcune note e vistose eccezioni a tale considerazione, come per esempio gli album “The Key” dei Nocturnus o “Crimson” degli Edge Of Sanity, ci sentiamo di affermare come la realizzazione di esperimenti di questo tipo si risolva spesso in esperienze poco appaganti per l’ascoltatore, che potrebbe certamente rimanere ammaliato dalle caratteristiche estetiche e tecniche di un disco come “A Kindness Dealt In Venom”, ma che molto probabilmente non tratterrà nulla di quanto andrà ad ascoltare sul lungo termine.
In definitiva, il nuovo album dei Construct Of Lethe ci sembra essere un’occasione mancata per un progetto musicale composto da strumentisti noti ed eccezionali dal punto di vista tecnico, che hanno tentato di piegare un genere da loro padroneggiato molto bene a necessità narrative senza però raggiungere l’obiettivo; teniamo a precisare come questa considerazione venga proposta senza l’intenzione di una vera e propria stroncatura, dati il valore e l’esperienza dei musicisti in campo e le difficoltà tecniche che la realizzazione di un progetto di questo tipo deve sicuramente aver posto.
Auspichiamo un futuro ritorno del gruppo ad un songwriting più vicino a coordinate stilistiche forse meno sperimentali e rischiose, ma sicuramente più facilmente gestibili.
