CONSUMER – Consumer

Pubblicato il 27/04/2020 da
voto
7.5
  • Band: CONSUMER
  • Durata: 00:24:32
  • Disponibile dal: 03/04/2020
  • Etichetta:
  • Fresh Outbreak Records
  • Mother Ship Records

Spotify:

Mette di buonumore quest’EP d’esordio dei Consumer. Uno di quei dischi che sorpassa le diffidenze in rapido slancio, comunicando quello che ha da dire con una genuinità e un’immediatezza non così comuni. Si definiscono ‘blackened sludge’, etichetta che potrebbe destare perplessità, non di rado associabile negli ultimi anni a proposte monocordi, incentrate su un senso di malessere e un immobilismo stucchevoli, se non peggio. Invece lo srotolarsi grumoso di “Pray/Void”, opener di questa convulsa e rabbiosa dichiarazione d’intenti, il marcio lo fa annusare davvero, le fangosità maleodoranti delle ali più bieche dello sludge sono qualcosa di reale, l’impressione di ‘godere’ di un’immonda rappresentazione di atrocità, un fatto tangibile. Il trio di pezzi qui proposto, per una durata delle singole tracce piuttosto corposa e gestita con esperienza da veterani (d’altronde i ragazzi vantano esperienze in valide realtà underground come BuiOmegA, Nerobove, One Day In Fukushima,Torpore, Fordomth), riprende diverse malate suggestioni fiorite nell’extreme metal più recente, rielaborandole attraverso un songwriting esente da incertezze.
L’energico disfacimento dei brani risponde a una sensibilità death/doom (Incantation, Krypts), rivisitata affinché macabre evocazioni mortuarie siano vessate da un deviato pessimismo cosmico, in questo caso rispondente alle frange sludge di Eyehategod, Acid Bath, oppure realtà più vicine nel tempo, come Coffinworm, Dragged Into Sunlight e Wolvhammer. Non difetta nemmeno un’animosità hardcore particolarmente trucida, alla Doom-Discharge, fondamentale per procedere a scariche di adrenalina ciclopiche che donano grande dinamismo alle composizioni. È una lentezza limacciosa e mai doma quella che guida la tracklist, le parti più asfittiche godono di un lavoro ritmico brillante e inquieto, così che non vi siano rotture quando le velocità si alzano e si procede a rasoiate tremende, con sentite e altrettanto scorticanti variazioni vocali a raccordarsi ai mutamenti nell’azione strumentale. L’EP si giova di riff eccellenti, groove, prestazioni sui singoli strumenti nient’affatto allineate a quelle dominanti nel genere: è un piacere sentire le frequenti escursioni del basso fuori dall’ombra delle chitarre, come essere presi di sorpresa da qualche guizzo inatteso sui tamburi. Il reparto vocale va se possibile pure oltre, alternando un predominante gorgogliare gutturale a urla laceranti di altrettanto terrificante impatto emotivo. I suoni pieni, riverberati come quelli di un disco death metal novantiano, lubrificano al meglio l’arsenale di una formazione partita col piede giusto, autrice di uno dei massacri meglio riusciti di questi primi mesi del 2020.

TRACKLIST

  1. Pray//Void
  2. Witchslayer
  3. Solicitous
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