CONVOCATION – Ashes Coalesce

Pubblicato il 30/06/2020 da
voto
7.5
  • Band: CONVOCATION
  • Durata: 00:45:03
  • Disponibile dal: 03/07/2020
  • Etichetta: Everlasting Spew Records
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Chi pensava che dopo l’exploit di “Scars Across” i Convocation si sarebbero ritirati a tempo indefinito nelle tenebre è stato costretto a ricredersi. Il 2020 ci presenta infatti il duo composto da LL (Desolate Shrine) e MN (Dark Buddha Rising, Waste of Space Orchestra) più intraprendente che mai con un nuovo lotto di brani – licenziato ancora una volta dalla nostrana Everlasting Spew Records – e con un fatidico esordio live previsto per il prossimo Kill-Town Death Fest, rigettando l’ipotesi di una one-shot band nata senza particolari aspettative o ambizioni. Preso atto che, salvo improbabili sorprese, l’happening danese subirà presto la stessa sorte degli altri festival estivi, e che di conseguenza bisognerà pazientare per testare le doti sul palco dei Nostri, non ci resta che ‘accontentarci’ di questo “Ashes Coalesce”, ovverosia quarantacinque minuti di pellegrinaggio nelle sconfinate lande del funeral doom finlandese e del death metal vecchia scuola, fra abissi spettrali, digressioni ritmate e squarci cinematografici che avvicinano l’ascolto del disco a quello di certe vecchie soundtrack horror.
A conti fatti, esclusi gli interventi di voce pulita di “The Absence of Grief” e “Misery Form”, sono poche le novità messe sul piatto rispetto al suddetto esordio, ciononostante quello che l’opera lesina in evoluzione stilistica lo bilancia in autorevolezza del songwriting e fluidità delle strutture, tanto da risultare maggiormente a fuoco sotto pressoché tutti i punti di vista. Più profondi e macabri i downtempo, più rotonde e arrembanti le incursioni nel metallo della morte di inizio/metà anni Novanta, più evocativa e duttile la componente atmosferica, con i quattro capitoli della trackist che, al netto del genere di appartenenza, finiscono per scorrere in modo assai fruibile e accattivante (almeno se rapportati agli sforzi di realtà conterranee come Profetus o Tyranny).
Parimenti all’artwork di copertina, il suono dei Convocation sembra muovere i suoi passi da una dimensione fredda e ombrosa per poi protendersi verso un bagliore lontano (forse irraggiungibile?) da cui filtrano calore e colori; un flusso umorale che un attimo prima annichilisce per l’asprezza del cantato e la pesantezza del riffing e quello dopo si schiude in parentesi psichedelico-visionarie di rara potenza e delicatezza. L’incedere strisciante di “Martyrise”, il battito melodico di “The Absence…” e l’esplicativa “Portal Closed”, composizione interamente strumentale che suggella il platter in un ciondolio onirico e distaccato, sono gli highlight di un’opera forse non adattissima alla stagione estiva in corso, ma a cui bastano comunque poche note per catapultarci nell’inverno del nostro cuore. Se approcciata nel giusto mood sarà davvero difficile resisterle.

TRACKLIST

  1. Martyrise
  2. The Absence of Grief
  3. Misery Form
  4. Portal Closed
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