7.0
- Band: CONVULSE
- Durata: 00:37:43
- Disponibile dal: 01/11/2013
- Etichetta:
- Svart Records
Dopo l’EP-antipasto “Inner Evil” e alcune date live di riscaldamento, ecco arrivare puntuale il vero e proprio come-back album dei Convulse, “Evil Prevails”. Appurato che i Nostri non hanno grande fantasia nei titoli, vi è comunque di che rallegrarsi per il contenuto del disco, che presenta sette brani inediti (più il recupero di “God Is Delusion” dall’EP) tutto sommato gradevoli. Infatti, anche se i livelli del mini-classico “World Without God” non vengono lambiti, si vede che la band si trova nel pieno di un processo di riorganizzazione e che sta riacquistando compattezza e affiatamento. Oltre vent’anni di assenza dalle scene non sono bruscolini e una dovuta messa a punto è da mettere in conto; del resto, nemmeno Grave e Unleashed hanno confezionato dei disconi subito dopo le rispettive reunion. Insomma, “Evil Prevails” non fa gridare al miracolo, ma, al tempo stesso, è ben lontano dal configurarsi come un lavoro avvilente. Nei suoi solchi troviamo tanto mestiere, solidità e pure qualche lampo che rende l’ascolto più stimolante. Brani come “Unholy War” o “World Downfall” confermano l’intenzione di provare a cimentarsi con sonorità vicine a quelle degli esordi, quindi largo ad un death metal vecchio stampo che in più di un’occasione sconfina in trame thrash. C’è poi spazio per delle parentesi acustiche che donano atmosfera e carattere al tutto, così come si ravvisa qualche accenno classic metal nei lead di chitarra della succitata “God Is Delusion”. Incredibilmente, la vera marcia in più dell’album è tuttavia rappresentata dalla resa sonora, che profuma davvero di primi anni Novanta, come se fosse stata curata completamente in analogico: il basso è spesso in primo piano e tutti gli strumenti suonano in maniera più che naturale. Da questo punto di vista, il platter non stanca mai e, anzi, rappresenta un gradito diversivo per riprendere fiato da tutte quelle produzioni iper compresse e digitali che si sentono di questi tempi. A conti fatti, i Convulse dimostrano perciò di avere ripassato bene la lezione, riuscendo a confezionare un album che suona bene e che scorre quasi senza accorgersene. Certo, qualche soluzione poco brillante si sente, ma le basi per tornare quelli di una volta sembrano esserci. Che Rami Jämsä e compagni continuino a crederci!
