CORMORANT – Diaspora

Pubblicato il 08/08/2017 da
voto
8.0
  • Band: CORMORANT
  • Durata: 01:00:39
  • Disponibile dal: 11/08/2017
  • Etichetta:
  • Distributore:

Bastano i primi secondi di “Preserved In Ash” a farci capire che stiamo per affrontare un disco importante, uno di quelli per cui bisogna trovare del tempo, procrastinare qualsiasi altra faccenda, mettere delle buone cuffie e lasciarsi trasportare. La potenza sprigionata dalla opener, l’afflato epico che ne scaturisce, il gioco tra black metal imbastardito di doom e progressive, richiami psichedelici e death melodico sono la presentazione più efficace che si potesse chiedere al nuovo album degli americani. Quattro brani per un totale di un’ora di musica, un’ora cangiante, sempre piena, sull’attenti, talmente concentrata che potrebbe sembrare quasi un difetto per la quantità di sfumature contenute (spoiler: non lo è) e che di ascolto in ascolto aggiunge nuovi particolari e punti di vista. Ancora una volta un disco autoprodotto, “Diaspora” è un pugno sferrato ad altezza sterno, e i Cormorant sembrano ben consci della caratura del lavoro che hanno portato a compimento, tra innesti di voci pulite a solleticare l’ascoltatore e qualche passaggio heavy che fa da contralto al più furioso dei blast beat. Ci risulta difficile descrivere i singoli brani, visto che sono quasi tutti delle mini-suite che hanno il pregio di far amalgamare i generi con una coesione rimarchevole (nei soli primi due minuti di “The Devourer” abbiamo un mix tale da dover far ripartire il pezzo), ma la punta di diamante è senza dubbio la conclusiva “Migration”: ventisei minuti tra cambi di fuoco e tempo, un arpeggio oppressivo che apre lento e plumbeo e che deflagra in una lunga cavalcata, un viaggio dalle tinte in perpetua variazione e nel quale i  riferimenti alle diverse correnti che hanno ispirato quest’opera fanno capolino come in una sorta di puntata di fine stagione, comunque riconducibili ad un unico plot, con un blend di richiami ad Iron Maiden, Agalloch, Pink Floyd ed Enslaved che funziona a meraviglia. Probabilmente il miglior lavoro dei californiani ad oggi, e tra le cose più interessanti di questo buon 2017, se saprete dargli il giusto tempo di decantazione e la giusta attenzione.

TRACKLIST

  1. Preserved in Ash
  2. Sentinel
  3. The Devourer
  4. Migration
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