CORONARY – Sinbad

Pubblicato il 22/02/2021 da
voto
7.0
  • Band: CORONARY
  • Durata: 00:46:54
  • Disponibile dal: 19/02/2021
  • Etichetta:
  • Cruz Del Sur Music
  • Distributore: Audioglobe

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Osservando il nome sconosciuto dei Coronary e il qui presente album d’esordio “Sinbad” potreste pensare che si tratti dell’ennesima giovane formazione intenta a ritagliarsi una posizione nel sottobosco heavy metal europeo, e avreste ragione; ma in questo caso è doveroso notare che tra i membri coinvolti vi sono delle presenze alquanto singolari: a partire dal chitarrista Aku Kytölä, membro storico sin dagli anni ’80 della thrash metal band Prestige, fino al barbutissimo bassista Jarkko Aaltonen, il cui nome difficilmente farà scattare qualche campanello nella testa dei defender in procinto di leggere queste parole, in quanto egli è divenuto famoso principalmente per via della sua permanenza nei (sempre simpatici e festaioli) Korpiklaani. Dopo tanti anni dedicati al folk metal, fa davvero piacere vederlo riscoprire le sue origini in questa veste old-school.
Il sound dei Coronary riflette perfettamente quanto ci saremmo aspettati osservando la copertina minimalista, il logo aggressivo e la sempre promettente firma dei ragazzi di Cruz Del Sur Music: tre quarti d’ora di heavy metal senza nessun fronzolo e con non troppa importanza riservata agli sfoggi di tecnica, qui utilizzata con somma parsimonia per confezionare un prodotto diretto e rivolto principalmente agli estimatori delle sonorità più classiche ed inossidabili. Tenendo conto dell’andamento perlopiù martellante e graffiante dell’intero album, potremmo accostare la proposta odierna a quella dei Metal Church, come “Bullet Train” ci conferma poco prima di giungere a metà, o anche ai teutonici Accept, ben riconoscibili ad esempio in “The Hammer”. Ci sono anche delle fasi più rockeggianti, come la dokkeniana “I Can Feel This Love”, e giusto un paio più violente e di matrice speed come “Firewings”, ma in generale si nota che il difetto principale dell’album sia da ricercare in un leggero senso di piattezza generale, tipico e difficilmente evitabile in produzioni di questo tipo; tuttavia, considerando la mediocrità che spesso permea la cosiddetta ‘new wave of traditional heavy metal’ ci sentiamo di dire che, per gli amanti del classico, dischi come questo siano da accogliere a braccia aperte, dal momento che la qualità generale dall’inizio alla fine si attesta sempre su livelli piuttosto alti e senza mai scadere troppo nell’inutile o nel trascurabile. Questo grazie ad un songwriting semplice ma molto efficace, valorizzato dall’ugola del vocalist Olli Karki, che qui fa a dir poco la figura della superstar.
Non c’è poi molto da dire su questo “Sinbad”, e siamo certi che la band stessa non si aspetti delle recensioni troppo argomentate o pignole nell’analisi dei singoli elementi: questo è heavy metal anni ’80 al cento per cento, anche più spudorato rispetto a svariate altre formazioni analoghe, ma non per questo evitabile o non degno di più d’un ascolto da parte di qualsiasi appassionato. Anzi, pur non trattandosi di un prodotto eccellente o imprescindibile, personalmente siamo convinti che servirebbero più formazioni con queste capacità, e meno line-up improvvisate intente ad immetter sul mercato album non solo prevedibili, ma mosci fino all’inverosimile a prescindere che ad ascoltarli siano degli appassionati della formula ‘denim & leather’.
Qui c’è da divertirsi e scapocciare alla vecchia maniera, e in queste giornate interminabili e colme di ansia si tratta di stimoli davvero ben accetti; speriamo di poterli vedere sul palco di qualche evento dedicato, appena sarà possibile tornare a riunirsi con le corna al cielo.

TRACKLIST

  1. Sinbad
  2. Firewings
  3. The Hammer
  4. Bullet Train
  5. I Can Feel This Love
  6. Reflector
  7. Burnout
  8. Fight St. 666
  9. Mestengo
  10. Wonders Of The World
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