CORONATUS – Raben Im Herz

Pubblicato il 08/01/2016 da
voto
5.0
  • Band: CORONATUS
  • Durata: 00:51:50
  • Disponibile dal:
  • Etichetta: Massacre Records
  • Distributore: Audioglobe

Il ‘caso Coronatus’, come oramai ci piace chiamarlo, non lo capiremo mai. Cosa spinge questa bandicciola sinfonica tedesca a continuare a suonare? Ma soprattutto, cosa spinge un ipotetico fan (ne avranno?) ad aspettarsi ogni singolo anno un nuovo disco da loro? Proprio non riusciamo a capirlo. Per noi, che recensiamo oggi il quarto album in cinque anni, questa cosa rimane ancora senza spiegazione. Il qui presente “Raben Im Herz” (finalmente un titolo non in latino!), esattamente come “Terra Incognita”, “Recreatio Carminis” e “Cantos Lucidos” – usciti rispettivamente nel 2011, 2013 e 2014 – è scialbo, non sa di niente e non si fa ricordare per nemmeno una delle sue  nove canzoni. E stiamo parlando comunque di un ottavo disco, lo ricordiamo, ottavo sigillo su una carriera che di momenti veramente validi non sembra avercene regalato nemmeno uno. “Raben Im Herz” è infatti esattamente uguale ai sopra citati fratelli più vecchi: un debole e abbastanza statico metal sinfonico con due donzelle alla voce, una proposta sonora già sentita che rimbalza tra stantii echi dei soliti Nightwish (“Lady Of The Wall”), inserti folk più o meno riusciti (“Anderswelt”) e barocchismi sonori di qualità volendo anche buona, ma più spesso eccessivi e stucchevoli (“Hoffnung Stirbt Niemals”). Come negli altri dischi, la preparazione strumentale risulta certo adeguata, e la bravura nel cantato – così come la piacevolezza nelle melodie – nemmeno risultano criticabili; tutto ciò però che riguarda personalità, originalità e varietà compositiva è rimasto inesorabilmente fermo al 2012, quando recensimmo in maniera insufficiente il loro quarto disco “Terra Incognita”. Detto in parole povere, i Coronatus non sono nemmeno stavolta in grado di interessarci, né crediamo che lo saranno mai. Volendo fare uno sforzo per non affossare completamente un lavoro che comunque non ci è piaciuto, qualche spunto valido possiamo anche provare a trovarlo: abbiamo ad esempio apprezzato i tempi forsennati di “Koenig Der Nebel”, il sapore folkeggiante di alcuni passaggi di “Carpe Noctem” e qualche duetto vocale sulla già citata “Lady Of The Wall”. Il risvolto della medaglia è però che come sempre non facciamo alcuna fatica a citarvi i nomi di almeno un’altra decina di band che canzoni come queste potrebbero usarle come filler dei propri album meno ispirati. Insomma, aver cambiato un’altra volta cantante e l’aver puntato su un suono di chitarra un pelo più presente non è bastato: oramai è chiaro il fatto che qui da cambiare c’è solamente il pilota automatico (fatichiamo a credere che si tratti di una persona!) che scrive questi pezzi tutti uguali. Magari lo facessero! Un altro disco che infiliamo volentieri nel dimenticatoio, a ricoprirsi di polvere.

TRACKLIST

  1. Lady Of The Wall
  2. Koenig Der Nebel
  3. Raben Im Herz
  4. Carpe Noctem
  5. Hoffnung Stirbt Niemals
  6. Seelenfueuer
  7. Anderswelt
  8. Canan Nan Gaidhael
  9. Frozen Swan
2 commenti
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