CORPSE GARDEN – IAO 269

Pubblicato il 03/01/2018 da
voto
7.5
  • Band: CORPSE GARDEN
  • Durata: 00:51:18
  • Disponibile dal: 20/11/2017
  • Etichetta: Godz ov War
  • Distributore:

L’origine centroamericana e il moniker un po’ démodé ci avevano portato a inquadrare i Corpse Garden come una realtà decisamente rozza e violenta, magari vicina a quelle coordinate black-thrash per le quali i gruppi latini sono soliti stravedere. Immaginate quindi la sorpresa nel constatare come questa band del Costa Rica, giunta oggi al terzo full-length, sia abile nel giocare con dissonanze, divagazioni assortite e costrutti elaborati su una base death metal che guarda con insistenza agli ultimi lavori dei maestri Gorguts. Con numi tutelari come il gruppo di Luc Lemay, i Disharmonic Orchestra e persino gli ultimi Morbus Chron – soprattutto quando l’atmosfera si fa più rada e i battiti decelerano in lunghe aperture astrali – il quintetto spesso opta per sussurrare anzichè per colpire duro, pur non facendosi certamente mancare qualche stacco più dritto dal grande impatto (vedi l’iniziale “Aeon Of Horus”). Tutto sommato, il disco dà l’impressione di essere diviso in due parti, con il “lato A” a mettere in mostra l’anima più frenetica e arrembante dei Corpse Garden e quello B a mandare messaggi più astratti sotto forma di tracce più lunghe dove trovano spazio anche ondate droniche che poco o nulla concedono a desideri di maggiore comprensione. In ogni caso, tutto l’album complessivamente merita un ascolto attento e approfondito che sappia coglierne le mille sfumature esistenti. Quello dei Corpse Garden non è death metal per tutti, ovviamente, ma siamo sicuri che chi ha a cuore le sonorità più deviate (ri)portate in auge negli ultimi anni da Gorguts, Ulcerate e compagnia allucinata, saprà trovare molti spunti di valore all’interno di “IAO 269”. Al di là delle influenze, più o meno ovvie, va sottolineata il notevole gusto nel songwriting in dote al gruppo – il quale di rado perde la bussola, non dimenticandosi mai di controbilanciare certe divagazioni con buone porzioni di sostanza death metal – la fluidità delle varie partiture e anche la notevole cura per i dettagli. Il disco, fra l’altro, è stato prodotto da Colin Marston (Gorguts, Behold the Arctopus, Dysrhythmia, Krallice) in quel di New York: scelta azzeccatissima e ideale per mettere ulteriormente in rilievo la ricercatezza armonica e ritmica dei brani. I Corpse Garden danno insomma l’impressione di essere una realtà matura e ambiziosa con questo “IAO 269”; la piccola scena del Costa Rica deve stare ormai stretta ai ragazzi e, dal canto nostro, non possiamo che sperare che i cinque riescano presto a trovare terreno fertile in Europa e Nordamerica. Non ci stupiremmo di vederli su una label più grande o in tour a supporto di qualche band maggiormente affermata nel prossimo futuro.

TRACKLIST

  1. Aeon Of Horus
  2. Death Hex
  3. Ain Soph Aur
  4. Selenomantic Ecstasies
  5. La Muerte: Principio Y Redención
  6. IAO 269
  7. The Elevenfold Vibration
  8. Expanding The Vision Call
  9. Loathing
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