CORROSION OF CONFORMITY – Corrosion Of Conformity

Pubblicato il 18/02/2012 da
voto
7.0
  • Band: CORROSION OF CONFORMITY
  • Durata: 00:43:12
  • Disponibile dal: 28/02/2012
  • Etichetta: Candlelight
  • Distributore: Audioglobe

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Molti sicuramente non ricorderanno nemmeno che i Corrosion Of Conformity inizialmente erano dediti al punk hardcore e che Pepper Keenan entrò in formazione solamente dieci anni dopo la nascita della band. In effetti, a causa dell’indubbio talento di Pepper e della sua personalità importante vi é la tendenza ad identificare il gruppo con il proprio singer, dimenticandosi del fatto che i membri fondatori, l’ossatura dei CoC è formata proprio dagli altri membri, ovverosia Mike Dean, Reed Mullin e Woody Weatherman. Oggi, dopo una lunga pausa durante la quale soprattutto Keenan ha avuto modo di consolidare la sua fama con i Down, i ragazzi tornano alla carica con un album autointitolato che al proprio interno ci offre un clamoroso tuffo nel passato e soprattutto – cosa di capitale importanza – che è stato registrato senza Pepper dietro al microfono! Il ruolo di lead singer è affidato quindi al bassista Mike Dean, proprio come ai tempi del mitico “Animosity”. Diciamo subito che una comparazione tra le due voci è difficilmente realizzabile, dato che Dean, al contrario di Pepper, è in possesso di una voce non potentissima, sebbene assolutamente calzante per il materiale composto. Keenan comunque non è stato estromesso dalla band, ma semplicemente non è stato coinvolto nelle jam che hanno portato gli altri ragazzi a realizzare “Corrosion Of Conformity”. Se siete abituati al sound muscolare e metallico dell’era Keenan, questo nuovo album potrebbe lasciarvi alquanto sorpresi, dato che qui la parte del leone la fa quell’esplosiva commistione di hard rock sudista, punk e classic metal che aveva permesso ai CoC di essere considerati dei veri e propri innovatori negli eighties, prima che esplodessero definitivamente con il successo di “Vote With A Bullet”. Tanto sudore, quindi, tanta energia ed un’indole punk – non hardcore! – tornata finalmente a galla con prepotenza, che flirta sboccatamente con quel rock duro di stampo confederato che dona alle composizioni quel flavour “maschio” e redneck che da sempre ed in modo trasversale ammanta tutti i lavori dei ragazzi di Raleigh. Dalle sparate di “Psychic Vampire” e “Leeches” si passa alle melodie kingdiamondiane di “River Of Stone” e si arriva alla southern ballad “El Lamento De Las Cabras”. In successione, poi, arrivano i due singoli “Your Tomorrow” e “The Doom”, con quest’ultima che già dal titolo fa capire dove andrà a parare. “The Moneychangers” scappa via piuttosto inutilmente tra punk e hard rock, mentre “Newness” è lenta, melliflua e mette in luce quella vena bluesy ben presente anche nell’era Keenan. “What We Become” recupera istanze dei penultimi CoC, mentre “Rat City” è un up tempo rockeggiante, ma non particolarmente incisivo. La conclusione è affidata a “Time Of Trials”, brano non particolarmente riuscito sotto il profilo melodico, mentre le costruzioni ritmiche sono decisamente azzeccate. Questo ritorno dei Corrosion Of Conformity denota una voglia di tornare a suonare divertendosi, dato che è piuttosto evidente che tutti i brani nascono da jam session improvvisate dove la musica scorre spontanea e senza vincoli. In molti rimpiangeranno Pepper? Probabilmente s’, ma ciò non toglie che “Corrosion Of Conformity” – pur con qualche alto e basso di troppo – rimanga un perfetto esempio di come i ragazzi siano dotati di indubbio talento e di tanto buon gusto.

TRACKLIST

  1. Psychic Vampire
  2. River Of Stone
  3. Leeches
  4. El Lamento De Las Cabras
  5. Your Tomorrow
  6. The Doom
  7. The Moneychangers
  8. Come Not Here
  9. What We Become
  10. Rat City
  11. Time Of Trials
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