CORRUPT MORAL ALTAR – Eunoia

Pubblicato il 19/09/2017 da
voto
8.0
  • Band: CORRUPT MORAL ALTAR
  • Durata: 00:42:17
  • Disponibile dal: 23/08/2017
  • Etichetta:
  • Distributore:

Dopo avere calcato con regolarità i palchi per promuovere il debut album “Mechanical Tides”, i Corrupt Moral Altar negli ultimi tempi sono stati spesso menzionati anche per la loro affiliazione con i Napalm Death: il gruppo in diversi momenti si è infatti ritrovato a prestare ben due membri ai maestri, ovvero il chitarrista John Cooke – ormai rimpiazzo fisso di Mitch Harris – e il frontman Chris Reese, chiamato a sostituire Barney in concerto durante un periodo di malattia. A distanza di tre anni dall’uscita del suddetto primo LP, i ragazzi del nord dell’Inghilterra tornano ora con il loro atteso secondo full-length, “Eunoia”, un disco rilasciato in piena autonomia, per il momento è acquistabile esclusivamente da Bandcamp con offerta libera. Se in “Mechanical…”, dopo esordi più vicini al grind, la band aveva aggiunto al suo sound sempre più frequenti tocchi sludge, nel nuovo lavoro il quintetto ha preferito tornare a qualcosa di più serrato e conciso rispetto al recente passato; grazie ancora una volta all’aiuto dei sempre affidabili Vagrant Recordings (Dragged Into Sunlight, Gets Worse), il gruppo in questa occasione ci propone una tracklist decisamente dinamica ed efficace, dove trame grind e hardcore vengono spesso alternate a poderosi rallentamenti, in episodi che quasi sempre vanno subito dritti al sodo. E’ un’urgenza non da poco quella che emerge dai solchi di “Eunoia”, ma non di sola aggressività vive l’album: come era già accaduto nei loro precedenti lavori, i Corrupt Moral Altar lasciano anche venire a galla un malessere urbano tipicamente british, rievocando quelle arie miserabili già udite nelle opere di formazioni connazionali come Iron Monkey e Mistress. Le iniziali “Human Cry” ed “Engineering Consent” rendono subito l’atmosfera opprimente, la batteria pesta indiavolata e i riff di chitarra si avviluppano come spire di un tunnel cieco. Le parole, a tratti riconoscibili, vengono via via schiacciate, strozzate, e urlate con genuina disperazione, svelando una spontaneità che sa di puro disagio. Il primo brano in cui è possibile intravedere della luce, ovviamente grigia, è “The All Consuming Self”: una sfuriata all’apparenza tradizionale, ma presto infestata da una melodia spettrale e da uno strano mix di angoscia e orecchiabilità. “Five Years” è poi l’episodio che fa compiere al gruppo un ulteriore passo in avanti in termini di personalità: partendo da un rugginoso riff, la traccia si apre a vibranti venature melodiche guidate da un violino, suscitando una serie di sensazioni contrastanti destinate ad agitarsi fino al termine dell’ascolto. In verità, ogni fruizione di “Eunoia” non manca di rivelare alcuni nuovi dettagli, presentandoci una band dalla mentalità aperta, intrigante ed in piena coscienza dei propri mezzi. I Corrupt Moral Altar creano e si divertono: “Eunoia” forse non diventerà un successo commerciale, ma il suo contenuto potrà certamente imporsi fra i veri appassionati e i cultori dell’underground.

TRACKLIST

  1. Human Cry
  2. Engineering Consent
  3. Crime And Disease
  4. Night Chant
  5. Survivor's Guilt
  6. Born In The Caul
  7. Burning Bridges And Burning Homes
  8. The All Consuming Self
  9. Rat King
  10. Destroying Everything You Believe In
  11. Body Horror
  12. On Judith's Birthday
  13. Five Years
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