7.0
- Band: CORRUPT MORAL ALTAR
- Durata: 00:10:24
- Disponibile dal: 08/07/2013
- Etichetta:
- Dead Chemists Records
Spotify:
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Siamo al terzo EP in due anni per questo quartettto britannico, che con “Whiskey Sierra” torna a darci un saggio del suo fresco e vitale grindcore. Un lavoro in cui prevale nettamente la vena groovy del genere, con diversi riffoni a richiamare influenze sludge e stoner e una sezione ritmica che non calca troppo la mano su blast-beat e parti serrate ad oltranza. In terra d’Albione c’è chi già li sta definendo come una versione grind di Iron Monkey, Charger e Raging Speedhorn, ma si sa che la “stampa” del posto è spesso oltremodo benevola nei confronti delle realtà locali. Senza voler togliere nulla alle abilità dei Corrupt Moral Altar, che si presentano con un sound e una tracklist davvero ispirati e massicci, potremmo semplicemente accostare la loro proposta a quella dei Leng Tch’e degli inizi, rivisti magari in chiave più heavy. Una pirotecnica esplosione di grandi riff che si muovono sulla granitica impalcatura allestita da un basso corposo e da una batteria dinamica e dal grandissimo impatto. Quattro tracce per dieci minuti di galoppate frenetiche diluite in digressioni da headbanging; un buon equilibrio fra le varie anime e registri, uno sviluppo logico e molto concreto, legato almeno in parte a classici minutaggi grind. Un EP che si fa ascoltare e riascoltare con grande piacere. In definitiva, le premesse ci sono tutte per ricevere quanto prima un album maturo e di grande qualità. Attendiamo fiduciosi.
