COSCRADH – Carving The Causeway To The Otherworld

Pubblicato il 24/02/2026 da
voto
7.5
  • Band: COSCRADH
  • Durata: 00:44:22
  • Disponibile dal: 20/02/2026
  • Etichetta:
  • 20 Buck Spin

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Sono solamente al secondo disco ufficiale, i Coscradh, ma ci sentiamo di considerarli già una sicurezza: questo nuovo “Carving The Causeway To The Otherworld” mantiene le promesse fatte con le uscite precedenti (demo inclusi) e assalta alla gola con un death metal ferino, bestiale ed intricato, caotico e putrescente.

Il lavoro in questione sviluppa l’interesse della band per la storia e la spiritualità dell’Irlanda antica, intrecciando mitologia druidica, violenza rituale e cosmologia: il titolo e il concept richiamano antiche passerelle di legno costruite nelle torbiere irlandesi oltre seimila anni fa, interpretate come simboli di passaggio verso un altro mondo legato alla morte, alla memoria e al conflitto tribale, sotto lo sguardo freddo del druido; un cammino, metaforico e musicale, verso un regno oltre la vita.
I brani hanno un loro filo tematico che viene tradotto in un black/death metal fatto di riff abrasivi e corrosivi, con una sezione ritmica volta ad emettere un incessante e violento martellare, quasi più a voler evocare un impatto primordiale che valorizzare strutture facilmente distinguibili.
Il passaggio dalla Invictus alla 20 Buck Spin (etichetta con un respiro un po’ più ampio, forse, rispetto a quella irlandese), ci aveva fatto immaginare una variazione della proposta o un suono un po’ meno irremovibile ed estremo, ma la verità è che i dublinesi ad abbassare il ritmo non ci pensano proprio, ed escono con un album veloce e violento, pieno di intuizioni e passaggi velenosi che spuntano all’improvviso.

Vengono disegnati paesaggi lugubri ed austeri, asperità fatte di riff circolari che si rincorrono e si ripetono ipnotizzando l’ascoltatore, come accade in “Caesar’s Revelation (Hibernia L. VI V. XIV ad XVI et XXIV)”) o “Scythe Of Saturn”, dove le chitarre si creano e ricreano continuamente, fino a trasformarsi in rallentamenti che vanno a pescare persino nel death metal di stampo americano (con qualche giro alla Morbid Angel, in quest’ultimo brano).
Non manca in generale anche qualche momento più ‘classicheggiante’ inteso in termini black/death, come ad esempio nella lunga “Opening The Gates To Styx, Nix, Kerberos and Hydra”, dove si svolgono diverse anime della band: qui il death metal guerresco assume in alcuni punti alcuni connotati quasi bathoriani, ma azzarda anche dei rallentamenti marziali, capaci di far marciare la canzone su un midtempo massacrante.
La band ha comunque ben chiaro il proprio retaggio e tutta la brutalità della scena di appartenenza (Malthusian, Vircolac, Zom) viene fuori spesso e volentieri, senza che però si perda la traccia melodica come filo conduttore delle sortite più azzardate: non una melodia in senso stretto, ma una riconoscibilità strutturale, una sorta di musicalità, per quanto ben celata, che permette di rendere riconoscibili i singoli episodi anche all’interno del marasma e delle battaglie sonore disegnate in alcuni brani.

Siamo di fronte ad un disco costantemente in fase di attacco, forse non ancora così buono da essere un vero e proprio ‘new classicma che, anzi, lascia presagire un futuro nel quale la band potrà alzare ancora l’asticella: forse “Carving The Causeway To The Otherworld” non sarà una nuova pietra miliare, ma si posiziona su di una media comunque molto alta – ma, comunque, per l’appunto, media.
Un album di buonissima fattura, che non lascia spazio se non quando decide di farlo (“The Calling”, a dividere il disco in due) e si dimostra capace di mettere in luce lo stato di grazia di una band fortemente riconoscibile all’interno della propria realtà di provenienza (sia come scena che come temi affrontati), dimostrando come questa sia, ancora una volta, un nome da non lasciarsi sfuggire. Speriamo di poterli vedere dal vivo.

TRACKLIST

  1. Five Fifths Awaken
  2. Carving the Causeway to the
  3. Otherworld
  4. Adhradh Dé Ghoac
  5. Caesar's Revelation (Hibernia L. VI V.
  6. XIV ad XVI et XXIV)
  7. The Calling
  8. Scythe of Saturn
  9. Badhah's Shadows
  10. Opening the Gates to Styx, Nix,
  11. Kerberos and Hydra
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