COUNT RAVEN – The Sixth Storm

Pubblicato il 29/10/2021 da
voto
6.5
  • Band: COUNT RAVEN
  • Durata: 01:13:32
  • Disponibile dal: 05/11/2021
  • Etichetta:
  • I Hate Records

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Dopo una lunghissima pausa, durata ben dodici anni, gli svedesi Count Raven riemergono dalle fredde catacombe del nord, presentandoci il loro sesto full-length, intitolato in maniera programmatica “The Sixth Storm”. Il trio può vantare una storia di tutto rispetto, avendo firmato negli anni Novanta alcuni album di rilievo, capaci di distinguersi in quella corrente doom svedese che rappresenta ancora oggi un’eccellenza del genere. Pur senza pubblicare con regolarità, i Count Raven sono rimasti attivi negli ultimi anni, con qualche difficoltà dovuta anche a dei problemi di salute che hanno afflitto recentemente il cantante e chitarrista Dan ‘Fodde’ Fondelius, ma finalmente la band è riuscita a rimettersi in pista, dando alle stampe un monolitico lavoro di doom metal vecchia scuola.
“The Sixth Storm” è un album che deve tantissimo ai Black Sabbath più plumbei e oscuri: le chitarre hanno un debito nei confronti di Tony Iommi ma è soprattutto la voce di Fodde ad avere diversi punti in comune, per stile e timbrica, con quella di Ozzy. Dai Sabbath la band eredita anche un certo gusto melodico, una velata base hard rock che si allontana sia dalle derive mortifere e disperate di tanti altri esponenti del genere, sia dalla tradizione epica e maestosa dei più celebri Candlemass, avvicinandoli piuttosto a formazioni come Pentagram e Trouble. Unica eccezione, da questo punto di vista, “Oden”, la composizione più lunga dell’intero album, che con i suoi dodici minuti di durata si avventura in territori vichinghi, con atmosfere antiche ed arcane che non smettono di affascinarci, pur senza brillare per originalità.
Detto questo, ci piacerebbe trattare con maggiore entusiasmo questo ritorno dei Count Raven, invece dobbiamo ammettere di aver un po’ subìto l’ascolto di questi lunghissimi settantatrè minuti di durata: la scrittura di Fodde ci è parsa un po’ appannata, persa in composizioni che si trascinano senza spunti davvero degni di nota. Un fattore che viene acuito ancora di più vista la lunghezza delle canzoni che, nei brani cardine, si assesta tra i sette e i nove minuti, un aspetto certamente non inusuale per il genere, ma che rischia di diventare un ostacolo se non compensato da una qualità della scrittura all’altezza della situazione. “The Sixth Storm”, invece, avanza con passo pesante tra luci ed ombre, regalandoci qualche episodio degno di nota, come la già citata “Oden” e “Baltic Storm”, faticando però a decollare nel resto della tracklist. Poco efficaci anche gli episodi più delicati e malinconici, che avrebbero aiutato a dare dinamismo alle atmosfere dell’album. L’esempio perfetto è rappresentato da “Goodbye”, una ballata che sembra raccontare nel dettaglio una vicenda struggente e quasi sicuramente autobiografica, per la quale ovviamente abbiamo il massimo rispetto, ma che viene purtroppo resa in maniera carente, per esecuzione ed arrangiamento. Un capitolo interlocutorio, quindi, consigliato soprattutto a chi conosce già bene la band o ai fan più accaniti del genere. Per tutti gli altri, invece potrebbe essere meglio iniziare a scoprire la storia dei Count Raven partendo da album come “Storm Warning” e “Destruction Of The Void”.

TRACKLIST

  1. Blood Pope
  2. The Curse
  3. The Nephilims
  4. Heaven's Door
  5. The Ending
  6. The Giver and The Taker
  7. Baltic Storm
  8. Oden
  9. Goodbye
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