COWBOY PROSTITUTES – Let Me Have Your Heart

Pubblicato il 27/10/2009 da
voto
6.5
  • Band: COWBOY PROSTITUTES
  • Durata: 00:43:28
  • Disponibile dal: 22/10/2009
  • Etichetta:
  • Sunny Bastards

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Vengono da Örebro (Svezia, ma c’è anche un pezzo di Italia rappresentata dal cantante Luca Isabelle), i Cowboy Prostitutes, sono al terzo album e si inseriscono dritti dritti nel filone del revival glam-street degli anni Ottanta. Già dai primi brani, infatti, i nostri mettono le cose in chiaro: “Outrageous” vanta bei cori, vena punk quanto basta e una discreta somiglianza con alcune cose più facili dei Backyard Babies. “Nawt That Pretty”, sfrontata come i primi Crashdïet, è in bilico tra street classico e moderno, richiamando molto i Crüe nella strofa. “If The Sky” è un mid-tempo ottantiano aggiornato alle chitarre di oggi e con ugola carta vetrata. “Through The Street” fa l’equilibrista tra melodia piacente e attacco rock comunque misurato. Appare già definita la strategia easy listening della band, che costruisce i pezzi su strutture quasi pop e rinuncia per scelta a troppa fantasia compositiva. “Girls Like You” tenta una piccola variazione sul groove all’inizio, per poi riaccodarsi al mood generale dell’album, mentre “Make Things Right” è salvata dal valido e cantabilissimo coro pur contando su uno degli assoli meno validi del disco (non che gli altri siano granché, per carità). Curiosa la somiglianza della voce a tratti a Dave Leppard (Crashdïet) e in altri a Billy Corgan (The Smashing Pumpkins). “Waitin’ Around” è più urlata ed ha l’immediatezza dei City Kids o dei Bloodlights, oltre ad un breve intermezzo di colore più scuro, ma è solo un attimo. Chissà cosa ci fa un riff Alice In Chains in “Save Our Cities”, ma tant’è, il gruppo poi si rifugia nella solita strofa alla Mötley Crüe/Private Line. Il saccheggio dei classici continua: qui è “Don’t Get Mad, Get Even” (indovinate di chi è?) ad essere presa in prestito per l’inizio di “What Shall I Do?”, mentre sembra di sentire i Rolling Stones nella strofa. “Up Yours!” è puro stilema punk, ma i nostri lasciano il meglio per la conclusione: “Finale” è nettamente la più bella canzone del lotto, con un coro stupendo ed uno sforzo maggiore di creatività musicale. Non che si vogliano grandi voli pindarici da un gruppo che fa della Los Angeles anni ottanta la propria casa adottiva, ma se i Cowboy Prostitutes vogliono differenziarsi dalle ormai decine di uscite simili devono produrre qualcosa di più originale e riconoscibile, pur restando comunque “Let Me Have Your Heart” un disco ascoltabile e godibile.

TRACKLIST

  1. Outrageous
  2. Nawt That Pretty
  3. If The Sky
  4. Through The Street
  5. Girls Like You
  6. Make Things Right
  7. Waitin' around
  8. Save Our Cities
  9. What Shall I Do?
  10. Up Yours!
  11. Finale
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