CRANIAL – Dark Towers, Bright Lights

Pubblicato il 12/07/2017 da
voto
7.0
  • Band: CRANIAL
  • Durata: 00:44:46
  • Disponibile dal: 10/02/2017
  • Etichetta:
  • Moment Of Collapse

Spotify:

Apple Music:

Sludge e Germania, un binomio sempre più familiare. Vi è una scena in costante fermento da quelle parti per le derivazioni più o meno dirette di suoni neurosiani e la qualità, generalmente, non difetta. Discorso che vale anche per l’esordio su lunga distanza dei Cranial, quartetto di Wurzburg che vede tra le sue fila un ex Omega Massif, il chitarrista Michael Melchers, unitosi in quest’occasione a Julian Weidhaus (basso e voce), Cornelius Merlin (batteria) e Sebastian Kröckel (chitarra e voce). A differenza dei suoi due precedenti compagni di formazione negli autori di “Geisterstadt” e “Karpatia”, Christof Rath e Andreas Schmittfull, capaci coi Phantom Winter di dare una rivisitazione molto personale di sonorità negative e deviate, comprendente sì una componente sludge, ma solo come parte di un discorso più ampio e indecifrabile, Melchers e compagni frequentano ambienti più canonici. Non per questo mancano creatività e motivi d’interesse, da ricercarsi però non in un discorso particolarmente eccentrico o ricercato, quanto in una coltivazione concentrata e produttiva di stilemi portati al successo da Neurosis, Isis e Cult Of Luna. Lungo le quattro, lunghe tracce, di “Dark Towers, Bright Lights”, il gruppo convince prima di tutto per la rigorosa pesantezza e il clima asfittico che mai abbandona il suo operato. ‘Ferale’ è l’aggettivo che meglio connota l’album: le chitarre fanno densità e raramente si diluiscono in un ondeggiare meno che burrascoso, il basso risuona come il passo di un elefante, la terra trema a ogni suo tocco come al passaggio di un pachiderma sotto casa; le voci urlano, strozzate, disperate, costantemente iraconde; la batteria pesta secca, molto pratica, lontana da qualsiasi intento intellettualoide. Se il cosiddetto post-metal ha abituato nella sua fase evolutiva a suoni placidi, bozzetti eterei, pause ambient, coi Cranial si torna alle radici, all’essere heavy e spossanti per minuti infiniti, utilizzando il tempo a disposizione per accerchiare e stringere d’assedio l’ascoltatore, cercando di prenderlo per sfinimento, soffocandolo sotto valanghe di riff plumbei e grumosi. L’ottimo lavoro in fase di registrazione ci regala un disco dall’impatto invidiabile, dove abbondano riverberi e stratificazioni intensissime, che ricordano appunto le marce di afflizione e catarsi di un “The Beyond” o di un “Celestial”, dai quali si differenzia per un piglio strettamente metal più pronunciato: nei momenti più neri, sembra di ascoltare una compagine death-doom dal suono meno marcio e dallo sviluppo ritmico più rigoroso. Visto che quando ci si mettono, gli riesce bene, non sarebbe male se in futuro i Cranial si premurassero di disseminare i loro tormentati pezzi di qualche intervallo al massacro, fosse un tambureggiare meno iracondo, qualche scampanellio sui piatti, effetti alienanti, tutte cose che già ora qua e là compaiono, ma vengono tolte di mezzo abbastanza in fretta. Motivo per cui “Dark Towers, Bright Lights” fa un’ottima figura pur non uscendo dall’alveo dei dischi ‘di genere’, quelli che ben si comportano in un ambito ben delimitato e non hanno tuttavia l’ardire di dare una spinta ulteriore a un determinato genere.

TRACKLIST

  1. Dark
  2. Towers
  3. Bright
  4. Lights
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.