CRANIAN – Birth

Pubblicato il 17/11/2014 da
voto
6.5
  • Band: CRANIAN
  • Durata: 00:58:00
  • Disponibile dal: 31/07/2014
  • Etichetta:
  • Distributore:

Direttamente dalla provincia di Pordenone, già patria della superleague composta da Raintime / Fake Idols / Slowmotion Apocalypse, arrivano i Cranian, formazione nata nel 2008 e giunta ora, dopo sei anni di gavetta (gli inizi suonando cover di Metallica e Slayer, gli infiniti cambi di line up, il primo demo, il rodaggio sul palco…), al debutto sulla lunga distanza. Se pure autoprodotto dalla band stessa, “Birth” si presenta bene fin dal cover artwork e dalla produzione, proponendoci dieci tracce di modern thrash / groove-core, sulla falsariga dei ‘nuovi’ classici (Trivium, Machine Head, Devildriver, Lamb Of God), senza dimenticare la lezione dei Big 4, e un retrogusto di vago sapore progressive, che si evidenzia soprattutto nella durata mediamente elevata dei pezzi. Introdotto da una ninna nanna e dal pianto di un bebè, a simboleggiare la nascita citata anche nel titolo, il disco cammina subito sulle sue gambe con “Paralyzed” e “Mother’s Tears” (la più vicina ai Trivium), per poi virare verso i ritmi più cadenzati di “Breaking Down The Wall Of Conformity”; in sottofondo orientaleggiante apre “Life”, che si rivela poi una rasoiata thrash old-style, mentre l’esperimento più interessante è probabilmente quello di “Crepe d’Autunno”, in cui il cantato (sporco) in lingua madre si sposa alla perfezione con il lavoro ficcante delle chitarre, dando vita ad un pezzo sì ‘catchy’, ma di difficile accostamento. Tra ritmiche cadenzate, tupa-tupa martellanti e ripartenze fulminanti, la seconda metà della tracklist scorre senza grosse sorprese fino a “Resurrection”, egregia suite finale in cui abbiamo in modo di apprezzare fino in fondo, sia livello vocale che strumentale, la vena melodica dei Nostri. A conti fatti, l’unico difetto riscontrabile è una certa prolissità, imputabile alla giovane età discografica, ma per il resto si intravedono buoni margini di crescita, soprattutto nei frangenti più sperimentali.

TRACKLIST

  1. Origin
  2. Paralyzed
  3. Mother's Tears
  4. Breaking Down The Walls of Conformism
  5. Life
  6. Crepe D'autunno
  7. Produce, Work & Die
  8. In My Veins
  9. The Shame Of God
  10. Resurrection
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.