CRAZY TOWN – The Brimstone Sluggers

Pubblicato il 20/09/2015 da
voto
6.5
  • Band: CRAZY TOWN
  • Durata: 00:40:14
  • Disponibile dal: 28/08/2015
  • Etichetta:
  • Membran
  • Distributore: Sony

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Correva l’anno 2000…Se mai Rai3 dovesse dedicare una puntata agli anni d’oro del nu-metal, sicuramente un ruolo di primo piano sarebbe dedicato ai Crazy Town, passati alla storia come il meglio del peggio uscito in quelli anni, grazie al successo milionario ottenuto con il tormentone “Butterfly” – il cui riff portante, peraltro, era preso in prestito dai Red Hot Chilli Peppers – e all’altrettanto rapido fallimento del successivo “Darkhorse”, secondo album musicalmente migliore del primo (non che ci volesse molto…), ma uscito quando la bolla speculativa era ormai prossimo all’implosione. Determinati a scrollarsi di dosso l’etichetta di one hit wonder e le disgrazie capitate negli anni successivi – dalla morte del chitarrista Rust Epique e di DJ AM ad improbabili progetti solisti -, i sopravvissuti Epic e Shifty si riformano nel 2007, intenzionati a rientrare in grande stile con il programmatico “Crazy Town Is Back” (!), abortito prima di vedere la luce. Passano così gli anni e finalmente (?), tra un tour e l’altro nell’indifferenza generale, vede la luce questo nuovo “The Brimstone Sluggers”, intitolato come la versione primigenia della band nata 20 anni fa, in un ritorno alle origini che, fortunatamente, è limitato solo a monicker e artwork. Messi  da parte six-pack e creste ossigenate causa sopraggiunti limiti di età, i Crazy Town 2015 suonano in modo decisamente più maturo e, complice la quantità industriale di ospiti, confezionano un disco decisamente più variegato del platinato esordio, all’insegna di un alternative hip-hop godibile non solo da chi lucida ogni sera la collezione di cap NFL. Saltando subito alle conclusioni, possiamo dire di aver apprezzato soprattutto “Born To Raise Hell”, la nu-stalgica “Backpack”, la più allegra “A Little More Time” e la party-lolitesca “Baby You Don’t Know”, ma il resto del disco regala altre più o meno gradite sorprese – il tarocco dei Prodigy di “Light The Way”, le atmosfere reggae di “Ashes”, la marcetta di “Megatron” (ennesima variazione sul tema di “The Beautiful People”), il flaw old-school di “The Keys” e “West Coast”, l’occhiolino agli Hollywood Undead di “Lemonface” -, mettendo in mostra più idee in un solo album di quante ne abbiano mostrate negli ultimi 15 anni di (dis)onorata carriera. Chi si ricorda di loro per aver messo “Butterfly” nella playlist TDK dedicata alla fidanzatina del liceo o per le gnocche su MTV passi pure oltre; chi invece, passato indenne dalla cassettina allo streaming, ascolta ancora oggi con piacere “Toxic” o “Drowning” farà bene a dare un ascolto a questo “The Brimstone Sluggers”, onesto ritorno per una band finalmente libera da condizionamenti e non rassegnata ad un destino da ‘one hit wonder’ nelle feste di paese.

TRACKLIST

  1. Come inside
  2. Light the way
  3. Born to raise hell
  4. Ashes
  5. Megatron
  6. Backpack
  7. A little more time
  8. The keys
  9. Lemonface
  10. Baby you don't know
  11. My place
  12. West Coast
  13. Megatron (Alternate Version)
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