CREATURE – Ex Cathedra

Pubblicato il 26/06/2020 da
voto
5.5
  • Band: CREATURE (FRA)
  • Durata: 01:06:51
  • Disponibile dal: 26/06/2020
  • Etichetta: I Voidhanger Records
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Ex cathedra‘ è una locuzione latina proveniente dalla dottrina cattolica che si riferisce al dogma dell’infallibilità papale. Per estensione, la locuzione viene oggi usata nella lingua comune per definire qualcuno che parla in modo perentorio, dogmatico, senza timore di essere smentito dall’alto della sua posizione di superiorità. Un titolo leggermente impegnativo, dunque, che lo diventa ancor di più una volta inquadrata la proposta dei francesi Creature. Dietro a questo nome, infatti, si cela un unico musicista, Raphaël Fournier, che si occupa di tutti gli strumenti con uno stile tutt’altro che semplice: “Ex Cathedra”, infatti, contiene un quantitativo enorme di influenze, che partono dall’avantgarde di Solefald, DHG ed Arcturus, per arrivare alle partiture progressive dell’Ihsahn solista, passando per il black metal sinfonico. Riuscire a gestire una tale mole di impulsi sonori in solitaria non sarebbe semplice per nessuno e, difatti, Fournier sembra aver compiuto il proverbiale passo più lungo della gamba. “Ex Cathedra”, infatti, sembra il risultato di una mente tanto impegnata a dimostrare tutta la sua abilità in un corsa schizoide verso il ‘genio’, da dimenticarsi di costruire delle solide basi per la propria opera. Il disco dei Creature è confusionale, pesante e permeato di quella prosopopea enunciata fin dal titolo. Le composizioni assomigliano a degli assemblaggi, prive di una scrittura coerente e solida: sintomatico, da questo punto di vista, l’inserto rappato contenuto in “Atlantis”, totalmente decontestualizzato se non per quel desiderio di aumentare l’anarchia sonora di una proposta volutamente dedicata alla libertà di espressione totale.
Non migliora la situazione anche la produzione, che appiattisce eccessivamente la componente sinfonica del gruppo. Le partiture orchestrali, alternate alla fredda batteria elettronica, avrebbero potuto percorrere la strada gelida e oscura tracciata ad esempio dai primi Limbonic Art, invece, sembrano cercare di rincorrere la tronfia grandeur dei Dimmu Borgir, senza poter contare su una macchina da guerra produttiva anche lontanamente paragonabile a quella messa a disposizione di Shagrath e compagni.
Più riuscite, invece, le trame di chitarra elettrica, ben equilibrate tra complessità ed irruenza maligna e, soprattutto, la presenza di uno strumento a fiato come il trombone, che non viene campionato, ma suonato dallo stesso Fournier. Il timbro pieno e rotondo dell’ottone, infatti, fa da contrappunto all’atmosfera rigida creata dagli altri strumenti, dando un accento diverso a molti passaggi. Purtroppo questi singoli aspetti, per quanto interessanti, non sono sufficienti a salvare un lavoro che rimane inutilmente pretenzioso, tanto da sfociare quasi nell’egotismo vero e proprio.

 

TRACKLIST

  1. Fugue en Sol Mineur
  2. “zÑ5♦mı
  3. L'Odyssée Hyperpropulsée
  4. Involution - Expectations
  5. Note Anticosmique
  6. Neo Habilis
  7. Le Roi Zogue
  8. La Brèvité de l'Aphélie
  9. Atlantis
  10. Éthernellement
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