7.0
- Band: CREMATORY
- Durata: 00:43:23
- Disponibile dal: 24/02/2014
- Etichetta:
- SPV Records
- Distributore: Audioglobe
Crematory, da oltre vent’anni al servizio del gothic metal. Senza troppa fantasia, potrebbe così recitare un ipotetico claim di presentazione della band tedesca più famosa (e longeva) del genere, anche se è bene precisare come la seconda decade di attività, inframezzata dallo split tra il 2001 e il 2003, non abbia visto dischi all’altezza della prima, eccezion fatta per il solo “Klagebilder”. Ciò nonostante, considerato il lungo tempo di gestazione, e le notizie circa la collaborazione con un artista della scena EBM – Elmar Schmidt, mastermind degli amburghesi Centhron -, ci siamo avvicinati con una certa curiosità ad “Antiserum”, dodicesimo album che, effettivamente, mostra un potenziale ben superiore rispetto alle recenti produzioni dei quintetto tedesco. Senza stravolgere quelli che sono gli ingredienti del Crematory sound – il growl di Felix, i ritornelli ficcanti di Herald, i chitarroni di Matthias e gli inserti elettronici di Katrin -, la succitata contaminazione EBM fornisce nuova linfa ultra-tamarra a pezzi come “Shadowmaker”, “Inside Your Eyes”, “Kommt Näher” e “Virus”. Se a ciò aggiungiamo un maggior utilizzo del cantato in lingua madre, oltre ad un ritrovato gusto per il guizzo vincente anche nei brani più ‘tradizionali’ (“If You Believe”, “Back From The Dead”, la title track), possiamo parlare di una seconda (terza?) giovinezza per il combo teutonico, capace di risollevarsi con un colpo di coda – dalle sagre di paese ai dancefloor! – un attimo prima di diventare ‘l’Orchestra Casadei del gothic metal’. Acquisto obbligato per chi ha apprezzato le intenzioni di “Revolution” e i risultati di “Klagebilder”, ma un ascolto è consigliato anche ai seguaci della Neue Deutsche Härte in generale. Gli anni passano per tutti ma, nel cinema come nella musica, le rughe non offuscano i muscoli: bentornati Crematory!
