CREMATORY – Unbroken

Pubblicato il 10/03/2020 da
voto
6.0
  • Band: CREMATORY
  • Durata: 01:05:30
  • Disponibile dal: 06/03/2020
  • Etichetta: Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

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Ancora tu, ma non dovevamo vederci più? Eravamo indecisi se cominciare con Battisti-Mogol o con Venditti (“Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”), ma la sostanza non cambia: dopo aver minacciato (?) con il precedente “Oblivion” la propria eutanasia artistica in assenza di un significativo ritorno di fiamma da parte del pubblico, i Crematory sembrano essere tornati sui propri passi. Escludendo operazioni di marketing in stile Kiss – così come ancora più improbabile è un boom di vendite – presumiamo la ragione del rientro sia la più semplice, ovvero la passione che da quasi trent’anni muove Felix, Markus e Katrin, ovvero il nucleo storico della band. Chiarito questo aspetto, la domanda principale resta una: “Unbroken” sarà un altro colpo di coda, come lo sono stati in un passato più o meno recente “Klagebilder” e “Antiserum”, o l’ennesimo fuoco di paglia, come il resto della discografia del ventunesimo secolo (da “Believe” in poi)? Più la seconda della prima verrebbe da dire, ma andiamo con ordine partendo dalle novità che accompagnano il quindicesimo full-length dei crucchi. Se il passaggio sotto l’egida della Napalm Records fa più notizia vista l’assenza di donne discinte in copertina, la vera novità è rappresentata dall’ingresso in formazione del chitarrista Connie ‘Conner’ Andreszka dato che lo stesso si occupa anche delle clean vocals, colorando i pezzi con una timbrica differente dai suoi predecessori. Se la titletrack posta in apertura svolge più il ruolo di manifesto programmatico (“siamo tornati, non ce ne siamo mai andati, siamo qui per voi”)- senza però aggiungere nulla dal punto di vista musicale, al contrario la conclusiva ballad “Like The Tides” è interamente appannaggio del già citato chitarrista-cantante, la cui particolare timbrica risulta destinata a dividere i fan (per la cronaca, chi scrive fatica a digerirla). Nel mezzo, un’ora e passa di musica in cui trovano spazio pezzi interessanti (la rammsteniana “Behind The Mask”, la scattante “The Downfall”, l’EDM da balera di “Abduction”) ed altri francamente imbarazzanti (il pathos allo strutto di “Inside My Heart”, la marcetta pasticciata di “I Am”), mentre il resto della tracklist è avvolto da una bratwurst mediocritas. Una durata più contenuta avrebbe probabilmente reso l’ascolto più fruibile, ma i Crematory anche da questo punto di vista sono figli di un’altra epoca, e tutto sommato tutto ciò fa parte del loro fascino squisitamente rétro. A dispetto del titolo, “Unbroken” presenta qualche ruga, ma tutto sommato per la pensione c’è ancora tempo.

TRACKLIST

  1. Unbroken
  2. Awaits Me
  3. Rise And Fall
  4. Behind The Wall
  5. The Kingdom
  6. Inside My Heart
  7. The Downfall
  8. My Dreams Have Died
  9. I Am
  10. Broken Heroes
  11. A Piece Of Time
  12. Voices
  13. Abduction
  14. As Darkness Calls
  15. Like The Tides
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