CRIMSON WIND – Last Poetry Line

Pubblicato il 24/03/2015 da
voto
7.5
  • Band: CRIMSON WIND
  • Durata: 00:53:32
  • Disponibile dal: 23/02/2015
  • Etichetta: Pitch Black Records
  • Distributore:

Nel 2011 usciva ‘The Wings Of Salvation’, album di debutto di una formazione sicula di belle speranze chiamata Crimson Wind. Li ritroviamo agli inizi di questo 2015 con un nuovo lavoro, coerenti nel sound ma decisamente migliorati sotto l’aspetto della personalità, quell’elemento chiave che, avevamo detto, mancava loro per raggiungere la zona hot. Beh, promessa mantenuta da parte del combo siculo, e così anche noi manteniamo la nostra, premiandoli finalmente con il voto che vedete in calce. Nonostante gli importanti cambi di line-up avvenuti (il precedente singer Alessio Taormina, stellare cantante dei Thy Majesty, è stato qui sostituito dal comunque bravo Guido Macaione), il bacino sonoro della band dicevamo in linea di massima è rimasta quello, con un sofisticato power/prog a farla da padrone che viene però qui arricchito da un comparto tastieristico assolutamente superiore a quello del debutto. Sono proprio gli arrangiamenti e l’ottimo uso delle melodia vocali i punti di maggiore maturazione rispetto al debutto e, se come abbiamo già detto, il campo generale è rimasto quello, le band cui fare riferimento adesso risultano a causa di questa modifica ben altre. Prima citavamo Vision Divine e Labyrinth come numi tutelati, ma qui siamo decisamente più nel territorio degli ottimi Serenity o degli iberici Dark Moor, con la musica proposta che si sposta verso un metal sinfonico che del power mantiene solo alcune ritmiche, e che preferisce guardare insistentemente alla magniloquenza e all’eleganza dei Kamelot di “The Black Halo”. L’opener dell’album parla chiaro in questo senso: “Black Shelter” ci presenta infatti un introduzione con chitarre stoppate che si potrebbero anche definire progressive, ma subito con l’avvento della prima strofa il palcoscenico è lasciato indubbiamente ad un’elegante arrangiamento di chiara marca Highlord, che supporta con i suoi toni caldi la morbida vocalità di Macaione. “Last Poetry Line” e “Death Dweel In Sight” si ammantano un po’ del sound dei Vision Divine, posto che l’approccio vocale rimane sicuramente meno ‘spinto’ rispetto a quello di Luppi o Lione, mentre la bellissima “In Vain” (il nostro pezzo preferito dell’album) ci ricorda quanto effettivamente da vicino il sound dei Nostri ci ricordi quello delle controparti austriache Serenity. Con “The Hills Gaze In Silence” troviamo finalmente una ballad in grado di non annoiarci, mentre torniamo su lidi più tipicamente power con le successive “Still” e “The Storm” entrambe dai ritmi veloci ma decisamente ricche negli opulenti arrangiamenti. La suite “Heirloom” ci convince definitivamente… anche sulla lunga distanza (nove minuti) i nostri si dimostrano validi, gestendo con perizia i vari cambi di atmosfera richiesti dal brano senza appiattirlo e senza abbandonarsi a evitabili lungaggini. Inutile menare ulteriormente il can per l’aia… i Crimson Wind ci piacciono e ci hanno convinto: li promuoviamo senza remore, consci del fatto che originali più che tanto in questo genere non si può essere, ma che con la qualità e la personalità si può ampiamente ovviare a questo aspetto.

TRACKLIST

  1. Black Shelter
  2. Last Poetry Line
  3. Death Dwells In Sight
  4. In Vain
  5. The Hills Gaze In Silence
  6. Still
  7. The Storm
  8. Whispers
  9. Heirloom
  10. Farewell Is Forever
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