CROWBAR – Symmetry In Black

Pubblicato il 01/06/2014 da
voto
7.5
  • Band: CROWBAR
  • Durata: 00:48:12
  • Disponibile dal: 26/05/2014
  • Etichetta: Century Media Records
  • Distributore: Universal

“Symmetry  In Black”, come a dire un equilibrio nell’oscurità, un’armonia nella cupezza, una serenità attraverso il buio: dal periodo delle registrazioni di “Sever The Wicked Hand” in avanti, la combriccola dei Crowbar ha ripreso a marciare a pieno regime e ha trovato sicurezze e motivazioni che sembravano essere andate smarrite. Kirk Windstein nelle ultime stagioni si è guardato dentro e ha capito che voleva dedicare più tempo alla band di cui è leader, rimetterla in pista per darci dentro tutto l’anno, e non soltanto nelle pause concesse dall’attività dei ben più famosi Down. Questa voglia di fare, questo entusiasmo contagioso, assieme alla gioia di essersi lasciati alle spalle la terribile malattia di Tommy Buckley, hanno dato vitalità alla penna di Kirk, uscitosene con un lotto di pezzi perfettamente in linea con la storia dei Crowbar e le caratteristiche che li hanno resi celebri. Il mazzo da cui si pesca è sempre quello, ma i carnosi omoni della Louisiana tirano fuori quasi sempre un poker, un full, una scala reale. Diciamo intanto che il processo di registrazione è andato a gonfie vele, la produzione è una delle migliori dell’intera carriera, la nitidezza e la rotondità dei suoni sono encomiabili, e questo risultato lo si è ottenuto senza ripulire troppo uno stile che fa della ruvidezza, e della grassezza, un motivo di vanto. La miscellanea di segmenti asfittici e inchiodati a ritmi compassati, melodie che sanno di unguento sulle ferite dell’anima, iraconde scudisciate da bestia ferita, vede questa volta soccombere, almeno per larga parte della tracklist, proprio queste ultime. I frammenti “core” sono elargiti a piccole dosi, pugni in faccia che ci arrivano addosso in “Ageless Decay” e “Shaman Of Belief”, a seguito anche in questi casi di andamenti grossi da carrarmato in manovra. Vi è invece una prevalenza di cadenzati pestati e tumefatti, sempre frizzanti grazie al drumming preciso e tonante di Buckley, e si vira sovente su melodie dolceamare, condotte con trasporto e senza sacrificare un grammo di impatto. “Walk With Knowledge Wisely” e “Symmetry In White” sono un esempio della personale idea di groove del gruppo, fatta di cinghiate nelle parti basse e schiacciamento degli arti in morse insostenibili, o se preferite a seguito di calpestio da parte di una frotta di elefanti in fuga. “The Foreboding” affoga e si dibatte nel doom da fine dei giorni, è la traccia della caduta a precipizio nel vuoto, contraltare di un estratto dalla melodia portante molto enfatizzata come “Reflection Of Deceit”, che esalta la capacità di introspezione del gruppo. Il riffing di Windstein è metallo allo stato semifluido, malleabile e duttile, ustionante ed espressivo, a tratti insostenibile e dal peso specifico enorme. E’ talmente unico il modo in cui strattona lo strumento che, per unicità, potremmo paragonare le linee chitarristiche del mastermind ai bollori di basso di Lemmy: dopo due secondi sai indovinare perfettamente chi le sta suonando. La positività che si è intrufolata nel Crowbar-sound fa sì che vi sia una certa ambivalenza nelle singole tracce, una fusione di depressione e speranza dalla quale è difficile estrapolare da soli questi due antitetici stati d’animo: lo slancio verso il domani e il pessimismo per il presente sono indissolubilmente legati nei retaggi di sludge cavernoso e melodie sudiste, l’ammollo in una condizione di mestizia viene mitigato dalla visione di un barlume di luce in fondo al tunnel. Kirk, da vecchio bucaniere dal grande cuore qual è, evidenzia questo clima piazzando alcune delle sue brillanti, e maschie, carezze vocali in corrispondenza delle escursioni verso i toni da ballad crepuscolare, raggiungendo la massima intensità nella breve e toccante “Amaranthine”. Il viaggio tra le differenti angolazioni dello sludge/doom prevede altre obbligatorie fermate in “Teach The Blind To See” e “Symbolic Suicide”, che tra una scazzottata e un bagno di fango contribuiscono a delineare il quadro di un disco senza evidenti passi falsi,  ideale proseguimento di una storia artistica ancora lungi dal terminare.

TRACKLIST

  1. Walk With Knowledge Wisely
  2. Symmetry In White
  3. The Taste Of Dying
  4. Reflection Of Deceit
  5. Ageless Decay
  6. Amaranthine
  7. The Foreboding
  8. Shaman Of Belief
  9. Teach The Blind To See
  10. A Wealth Of Empathy
  11. Symbolic Suicide
  12. The Piety Of Self-Loathing
2 commenti
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