6.5
- Band: CROWN LANDS
- Durata: 00:28:44
- Disponibile dal: 08/07/2025
- Etichetta:
- Inside Out
I Crown Lands sono sicuramente una delle band più interessanti tra le nuove leve in ambito progressive rock/hard rock e, con l’omonimo debutto ed il successivo “Fearless”, hanno riscosso un discreto successo, soprattutto dall’altra parte dell’oceano, tanto da meritarsi, per affinità musicale e provenienza geografica, il paragone con i Rush.
In comune con gli illustri connazionali, il duo composto dal cantante/batterista Cody Bowles e dal chitarrista/bassista/tastierista Kevin Comeau ha una proposta fatta di riff incendiari, energia e dinamismo, ed è questo che ci aspettiamo dal terzo album in studio che, a quanto pare, è in via di completamento; nel frattempo i canadesi hanno deciso di allietare l’attesa con due EP: “Ritual I”, pubblicato a luglio, e “Ritual II”, che invece vedrà la luce in agosto.
I ventotto minuti di musica che occupano la prima uscita vanno ad esplorare un lato differente della personalità della band dell’Ontario: cinque brani strumentali caratterizzati dall’utilizzo di sintetizzatori, percussioni e flauto, tra world music, folk ed un sottile strato di psichedelia.
Le strutture sono semplici, si respira un clima rilassato e la necessità di connettersi alla natura attraverso campionamenti che riportano al pulsare dei grilli o a scrosci di pioggia. Le atmosfere sono delicate, sognanti, i suoni sommessi, tanto da richiedere uno stato mentale allineato per poterne entrare in sintonia, mentre l’unico sussulto a livello ritmico è rappresentato dall’intervento del didgeridoo e del pianoforte elettrico in “The Storm”. Tutto scorre con un effetto piacevole, pur senza lasciare tracce.
Uno sbocco creativo forzato dall’impossibilità di entrare in studio durante il periodo della pandemia, quando tutto sembrava essersi fermato: sicuramente non è ciò che ci saremmo aspettati dai Crown Lands e nemmeno niente di indicativo riguardo al percorso che la band percorrerà in futuro ma, a patto che lo si interpreti semplicemente come una pausa dal rumore assordante che solitamente ci circonda, l’ascolto di “Ritual I” può rivelarsi confortante.
Tra pochi giorni sarà interessante scoprire cosa ci riserverà la seconda parte di questo estemporaneo progetto.
