7.0
- Band: CROWN LANDS
- Durata: 00:31:10
- Disponibile dal: 01/08/2025
- Etichetta:
- Inside Out
A distanza di nemmeno un mese dalla pubblicazione della prima parte, i Crown Lands tornano con “Ritual II”, l’EP che va a completare questo progetto fuori dagli schemi.
In fase di recensione di “Ritual I”, ci chiedevamo se la seconda uscita avrebbe proseguito sulla strada della prima e, già dall’apertura di “Tempest”, la risposta è chiara: anche in questo caso possiamo parlare di folk, world music, lieve strati di psichedelia e campionamenti legati alla natura, con brani strumentali che scorrono leggeri e delicati, tanto che tale continuità ci fa domandare come mai non si sia optato per un album unico.
Nonostante, però, stilisticamente le coordinate siano identiche, una differenza può essere individuata nella strutture meno spoglie e costituite da più livelli, oltre che nell’utilizzo di un maggior numero di strumenti, fattori che rendono l’ascolto più completo.
Atmosfere tenui, create con mezzi inusuali: i sintetizzatori che si sentono meno, a favore di xilofoni, oud (strumento a corde simile al liuto) ed altre stranezze dal carattere etnico, mentre flauti e percussioni rimangono un punto focale.
L’abilità di Bowles e Comeau è soprattutto quella di tessere arrangiamenti raffinati, da ritrovare in episodi quali “Shadows Under Moonlight” che, con le sue sonorità alla Dead Can Dance, rappresenta il momento più riuscito, oppure negli eleganti intrecci sonori di “Mirage” e nei ritmi tribali di “Tempest”: l’impressione è quella di una concretezza superiore rispetto all’EP precedente, pur rimanendo nei limiti di un’esperienza sonora da affrontare con la dovuta predisposizione.
Quando ci si trova di fronte a pubblicazioni di questo tipo, con band che escono dal loro terreno abituale, è necessario compiere uno sforzo aggiuntivo per comprenderne motivazioni e contesto: probabilmente rimarranno episodi singolari nella discografia dei Crown Lands, ma i due “Ritual” trovano un senso compiuto nella ricerca di una pausa da tutta la frenesia che ci circonda.
