7.5
- Band: CROWN OF AUTUMN
- Durata: 01:13:37
- Disponibile dal: 20/06/2011
- Etichetta:
- My Kingdom Music
- Distributore: Audioglobe
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Assieme all’attesissimo comeback discografico contenente materiale inedito, la My Kingdom Music e i Crown Of Autumn portano a compimento questa magica resurrezione rilasciando sul mercato la ristampa – o per dirla in modo ufficiale, la Transfigurated Edition – di uno dei più riusciti e maggiormente ricercati cult-album di metallo italiano degli ultimi vent’anni. Correva l’anno 1997 e la scena metal era quasi completamente invasa dal revival power metal che portò alla ribalta, oltre a gruppi del calibro di Hammerfall e Angra, anche la deriva sinfonica tricolore trainata dagli allora Rhapsody (senza Of Fire), dai Labyrinth e dai Domine. D’altro canto, è pur vero che il black metal ortodosso dei primi anni Novanta cominciava a sdoganarsi con le imponenti produzioni targate Cradle Of Filth e Dimmu Borgir. Ecco, in questo contesto – qui riassunto in maniera approssimativa – la minuscola Elnor Productions, etichetta casereccia ma professionale con sede nell’hinterland milanese, mise sul mercato il debutto dei Crown Of Autumn, band lombarda che solo qualche mese prima si era fatta notare con l’ottimo demotape “Ruins”. L’album in questione, il leggendario “The Treasures Arcane”, è ora stato fatto oggetto di meritoria ristampa, con tanto di nuovo artwork – simile all’originale, ma anche parecchio rimodernato – remixaggio e rimasterizzazione. Perché sì, in effetti l’unico difettuccio imputabile al capolavoro del tempo che fu era la produzione, deliziosamente underground ma forse anche troppo. Ma a prescindere da questo imperdibile restyling quasi doveroso che ha subito “The Treasures Arcane”, e che davvero ci presenta nuovi dettagli, arrangiamenti in passato inudibili e potenza rinnovata, lasciateci spendere due parole su questo lavoro, di cui speriamo vivamente abbiate almeno sentito parlare: è l’atmosfera a determinare lo status di masterpiece di siffatto platter; trattandosi di epic-power metal con forti influenze black, commoventi passaggi acustici e folkish, melodie ancestrali e arcane e un alone di misticismo quasi palpabile, l’energia evocativa che riescono a trasmettere brani quali “A Lyre In The Vesper’s Calm”, “Thou Mayst In Mee Behold”, “Nocturnal Gold Part II: The Name Of Inquietude”, o anche l’impressionante strumentale di chiosa “Forlorn Elven Realms”, è il fulcro su cui gira tutto il discorso. A livello lirico, con la maggior parte dei testi scritti in inglese antico e con strofe anche in italiano poetico, il lavoro si compenetra in un tutt’uno con la musica, creando così un monolite di granito avvolto dalla nebbia e piantato saldamente nel cortile del Castello Sforzesco di Milano, riempito però da menestrelli, spettri e armigeri medievali. Dietro i Crown Of Autumn c’è sempre stato Emanuele Rastelli, compositore, chitarrista, bassista, tastierista e screamer/growler della formazione: figura poco emersa dal marasma dell’underground italico, ma che davvero è dotata di capacità compositive e visionarie rilevanti. Ad impreziosire ancora di più tale splendida ristampa, ecco anche le quattro tracce di “Ruins” lucidate a puntino, fra cui è impossibile non ricordare la spettacolare “Awetumn”. Un acquisto assolutamente da fare, se non siete fra i fortunati settemila (!!) possessori della versione originale di “The Treasures Arcane”. Dalla polvere e dalle lacrime del Tempo, un gioiello che torna a splendere come non mai.
NB: il voto si riferisce esclusivamente alla ristampa e non al disco originale.
