CROWN – Psychurgy

Pubblicato il 12/06/2013 da
voto
6.5
  • Band: CROWN
  • Durata: 00:49:21
  • Disponibile dal: 22/04/2013
  • Etichetta:
  • Candlelight
  • Distributore: Audioglobe

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Lo tsunami Neurosis, rivoluzione sonora generatasi ormai trent’anni fa e mai arrestatasi, a questo punto, trent’anni dopo, sta davvero mostrando il suo reale raggio d’azione in maniera sconvolgente, e la sua gittata, la sua influenza e il suo potere ormai sembrano non enormi, ma secondo noi addirittura abnormi. A inizio degli anni Duemila si contavano una decina di band che ne solcavano i passi (Isis, Cult Of Luna, e poche altre), e metà dello stesso decennio ve ne erano già un centinaio. A ridosso del nuovo decennio erano ormai migliaia. Oggi sono senza dubbio decine di migliaia e questa band che stiamo per presentarvi un’altra, ennesima goccia persa in un oceano di ammirazione per i californiani ormai sterminato. Una dopo l’altra, come un’emorragia inarrestabile, sono apparse sulla scena estrema stuoli e legioni intere di band più o meno valide che come in preda a un’epidemia tentano, con risultati alterni, di riprodurre quell’alchimia perfetta di atmosfera e distruzione che Scott Kelly e soci hanno distillato per la prima volta tre decenni fa e che ad oggi risulta pressoché inimitabile. Non ultimi, si aggiungono appunto a questo pellegrinaggio infinito i francesi Crown, invero un duo, che con “Psychurgy” gira la boa del primo full-length in maniera più che onorevole ricevendo la piena fiducia della sempre più inarrestabile Candelight Records, e licenziando grazie al suo supporto un lavoro registrato ed eseguito in maniera magistrale. Nulla del lavoro è lasciato al caso. La produzione cristallina e scintillante ha ampiamente lodato le atmosfere e le trame intricate del lavoro aprendo la strada ad un ascolto conturbante, corposo e pieno di passione. Il post-metal dei Nostri è glaciale, marziale ed estremamente fiero. Poco o nulla del punk rock trapela in questo lavoro (elemento in realtà essenziale del metal atmosferico di discendenza neurosisiana) e questo ruolo di materia prima è invece occupato da un gothic metal arido e desolato che rimanda ai Kataonia di metà carriera, ai My Dying Bride, ai Paradise Lost e soprattutto alle atmosfere soffocanti dei Mindrot prima e degli Eyes Of Fire poi. Quella crudezza hardcore ancestrale che ha fatto la fortuna dei Neurosis, o dei primi Isis, nella proposta dei Crown trova poco spazio, i quali prediligono invece le venature marziali, asettiche, e molto meno espressive nella fattispecie dell’industrial metal e del gothic metal. Le chitarre sono sature e rombanti, le tastiere dal taglio altamente darkwaveggiante e gotico disegnano trame cristalline dal sapore molto più elaborato, più sinfonico che psichedelico, e le percussioni, che supponiamo essere drum machine, rinforzano questa spersonalizzazione del calore musicale, per via di un approccio alla composizione ritmica marziale, solenne e in un certo senso anche un po’ rigida e ingessata. Le chitarre sature e rombanti fanno trapelare poca verve e morbidezza, e sono invece compressissime e iper-metalliche e ricordano i chitarroni ronzanti e pompatissimi degli ultimi Deftones. La componente elettronica del lavoro, onnipresente e sviluppatissima, in ultima istanza si lascia andare anche a dei beat digitali di chiara discendenza EBM-industrial a eddirittura a voci campionate a sample dal forte retrogusto cyberpunk che ricordano addirittura gli Skinny Puppy. Preso in sé il lavoro è indiscutibilmente gradevole e con tutte le carte in regola – dal songwriting, al suono, alla produzione, alla semplice esecuzione – ma quando preso nel mondo di riferimento, invece, tante altre realtà simili come gli Amenra, gli Year Of No Light, i Cult Of Luna o gli stessi Light Bearer, tutte forti di una spiccatissima vena hardcore che pare essere l’arma segreta del genere e che i Crown hanno stentato a tirar fuori, riescono senza grossi problemi a battere i francesi sulla maggior parte dei fronti nonostante i Nostri abbiano mostrato dignitosissime capacità ed intenzioni più che lodevoli.

TRACKLIST

  1. Kynesyk I
  2. Abyss
  3. Blood Runs
  4. Serpents and Fire
  5. Empress / Hierophant
  6. Kynesyk II
  7. Telepath
  8. We Will Crush the Open Sky
  9. Psychurgy
  10. Alpha / Omega
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