CRUEL LIFE INSIDE – Eclipsis Vitae

Pubblicato il 10/03/2021 da
voto
7.0
  • Band: CRUEL LIFE INSIDE
  • Durata: 00:41:36
  • Disponibile dal: 12/03/2021
  • Etichetta:
  • Casus Belli Musica

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Piuttosto interessante e di più che discreta fattura risulta essere il debutto dei nostrani Cruel Life Inside, formazione calabrese autrice di un post-black metal atmosferico non particolarmente originale ed ancora da sviluppare al meglio, ma che comunque raggiunge il difficile obiettivo di farsi apprezzare, ricordare e di trasmettere quel tot emotivo che si aspetta da un lavoro di siffatta pasta.
Terzetto composto da Angelo Pellicano alla voce, Giando Sestito al basso e Francesco Brisinda a chitarre e programming, i C.L.I. si piazzano un po’ a metà strada tra la corrente moderna del post-black (Alcest, Harakiri For The Sky), la scena australiana del genere (Midnight Odyssey, Woods Of Desolation), qualche esponente europeo di black feroce ma raffinato (Imperium Dekadenz, Winterfylleth) e i primi vagiti novantiani del death-doom metal atmosferico (Novembre, primi Katatonia, qualcosa della Triade britannica), lasciando poi che le influenze della propria terra, in particolare la bellezza ed il placido misticismo dell’altopiano della Sila, infarciscano di sapori vagamente più mediterranei il debutto “Eclipsis Vitae”. Ecco, partendo da quest’ultimo appunto ci permettiamo di giudicare appena sufficiente l’appeal folk-pagano che i Cruel Life Inside innervano nella loro musica, forse meritevole di più approfondimento e di un’immersione (musicale) più profonda nell’entroterra calabro. Poco male, comunque: i Nostri, se da un lato suonano poco ‘italici’, dall’altro sfoderano una già marcata internazionalità regalandoci un album compatto, ragionato e ben composto, non per questo rinunciando all’emozionalità necessaria a qualsiasi tipo di disco addentrantesi in tali territori sonori.
La durata è ideale – poco sopra i quaranta minuti – ed è anche buona la simmetria della tracklist, che presenta ben tre tracce strumentali, “Dolor”, “Infirmus” e “Cura”, rispettivamente poste all’inizio, in mezzo e alla fine dell’elenco dei brani. I suoni della natura, tra cui vento, pioggia e tuoni, fanno capolino un po’ ovunque e nelle tracce senza voce guidano le tastiere, i sintetizzatori e gli arpeggi in movimenti crepuscolari e vespertini. Di lungo minutaggio, invece, i restanti quattro pezzi, tutti sopra i sette minuti di durata, che avanzano romantici ed epici, a tratti trionfali e nostalgici, attraverso lunghi carillon di melodie, cupi arpeggi, blastbeat artificiali scevri da pietà, tappetoni di tastiere sullo sfondo e la voce di Pellicano che, tra scream ed un pulito ancora da migliorare, ben ci trasmette l’espressività di un gruppo da seguire con attenzione anche in futuro. Da “Fletus”, “Ignis” e dal bellissimo giro finale melodico di “Loricum” ci arrivano i momenti migliori di “Eclipsis Vitae”, un inizio che fa ben sperare.
Un maggior inserimento di rimandi alla cultura della propria regione e un generale aumento d’attenzione sulla cura dei dettagli potrebbero essere dei piccoli suggerimenti affinché i C.L.I. possano davvero stupirci uno di questi prossimi anni. Un ascolto lo merita, “Eclipsis Vitae”.

 

TRACKLIST

  1. Dolor
  2. Ignis
  3. Fletus
  4. Infirmus
  5. Vernum
  6. Loricum
  7. Cura
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