7.5
- Band: CRYING STEEL
- Durata: 00:41:22
- Disponibile dal: 26/06/2026
- Etichetta:
- Pride & Joy Music
I cuori forgiati nell’acciaio non si sciolgono mai, ma al contrario palpitano costantemente per poter calcare i palchi e scrivere e suonare nuova musica: è questo il caso di Franco Nipoti e Luca Ferri, fondatori e leader dei Crying Steel, storica band italiana che, dagli anni Ottanta, continua la propria inarrestabile strada all’interno delle sonorità classiche, sopravvivendo a momenti difficili e a tanti cambi di line-up senza mai perdere il giusto spirito – quello dell’heavy metal più puro.
Il gruppo, fondato nel 1982 a Bologna, debuttò nel 1985 con il bellissimo full-length “On The Prowl”, e continua per la propria strada, ripresentandosi dopo ben otto anni dal buon “Stay Steel” e presentando Tiziano ‘Hammerhead’ Sbaragli, il nuovo cantante che abbiamo avuto modo di vedere dal vivo nelle ultime esibizioni della band.
Un’impostazione, la sua, maggiormente heavy rispetto al compianto Tony Mills (ex TNT), che aveva cantato invece le linee vocali nel precedente disco. Probabilmente anche le nuove composizioni sembrano colpire con più robustezza anche grazie al suo lavoro al microfono, mettendo ancora più in luce le chiare influenze mutuate dai grandi Judas Priest, sicuramente sempre presenti nella carriera dei Crying Steel, ma qui rese ancora più evidenti anche per il cantato tagliente di Tiziano.
Così la possente “The Arrival” apre le danze con riff grintosi, la rapida “You Got The Look” ci riporta al sound ottantiano più tipico e sembra uscire proprio dal debutto della band emiliana, mentre la compatta “Under Cover” in soli due minuti e mezzo colpisce con chitarre fumanti, confermando quanto detto sopra e dimostrando come i Crying Steel non abbiano perso il vizio di suonare del buon heavy metal classico.
E se la parola ‘steel’ non manca mai nei testi – e, come avrete intuito, anche nel titolo di ogni album da diversi anni a questa parte – un omaggio ai grandi Saxon arriva con “Just Played On”, canzone diretta capace di colpire con disinvoltura mentre, grazie in particolare ad un ritornello tutto da cantare ed un assolo di chitarra da leccarsi i baffi, “To Remember” si erge a vera e propria hit del disco.
Senza perdere mai un passo, ecco arrivare “Coming Home”, dove le chitarre di Franco Nipoti e Paolo Nocchi giocano un ruolo fondamentale, mentre il tocco più rockeggiante di “My Heart Steel Rocks” appassiona con un buon ritornello ed un impatto ruvido.
La conclusiva “ No One’s Crying” è invece pescata dal disco d’esordio, ma qui proposta in verisone ri-registrata ed interpretata da Ralf Scheepers (Primal Fear) come ospite al microfono.
“Agent Steel” è l’ennesimo disco forgiato nel metallo più puro per i Crying Steel, che in questo lavoro, ancor più che rispetto al recente passato, mostrano maggior unità e compattezza, risultato di una formazione che da qualche anno suona insieme e pare aver trovato stabilità.
