7.0
- Band: CRYPTEX
- Durata: 00:43:44
- Disponibile dal: 08/05/2020
- Etichetta:
- Steamhammer Records
- Distributore: Audioglobe
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Non si può dire che i Cryptex siano una band particolarmente prolifica, se consideriamo che, pur essendo attivi dal 2008, questo “Once Upon A Time” è appena il loro terzo full-length. Tuttavia, parliamo di un gruppo che si è sempre sforzato di essere quanto più possibile originale e creativo, sfuggendo a qualsiasi precisa catalogazione stilistica. Con il loro nuovo lavoro vengono mantenute intatte queste caratteristiche, permeate tuttavia da una maggiore esperienza, tale da far sì che il loro genio e il loro entusiasmo possano esprimersi nel pieno della loro maturità artistica, con uno stile che è adesso quanto mai smaliziato e irriverente.
Il loro è un rock che sembra quasi più britannico che tedesco, condito com’è da una sottile vena dark e da sfumature prog. C’è un gusto squisito per le melodie, ma ci sono anche tanti cori e seconde voci, specialmente nei refrain, che accompagnano nel migliore dei modi le istrioniche performance del cantante/tastierista Simon Moskon. “Once Upon A Time” racchiude dunque una serie di canzoni spigliate e dai ritmi vivaci, che riescono a risultare sin dai primi ascolti parecchio accattivanti. Si mettono in evidenza senz’altro due brani scelti come singoli, ovvero “Two Horned Crown” e “Haunted” (con la presenza anche di voci femminili, ad opera di Greta Leona Hasenbalg), ma anche la titletrack, che riesce ad essere a suo modo alquanto pomposa e persino maestosa, mentre “Reptiles” è probabilmente la traccia dove più s’intravede il loro lato più prog. Un discorso a parte, può farsi invece per le ultime tracce della tracklist: “I See It In Your Eyes” è una sorta di dolce ballata pianistica che, proprio quando sembrava andare in crescendo, finisce per spegnersi quasi improvvisamente. Le ultime due tracce, “A Mo(u)rning” e “Leaving”, invece, sono due brani molto brevi che appaiono più come piccoli esperimenti che come canzoni vere e proprie.
Nel complesso, comunque, riteniamo “Once Upon A Time” un buon disco: probabilmente in passato la band è riuscita a dimostrare qualcosa in più in quanto a genialità e imprevedibilità: tuttavia, come accennato in apertura, grazie alla forza dell’esperienza e della loro acquisita consapevolezza, i nuovi brani riescono ad arrivare all’ascoltatore con maggiore enfasi e a trasmettere più che mai tutta la loro forza espressiva e questo è senz’altro un ulteriore punto di merito per i Cryptex.
