CRYPTIC WINTERMOON – Of Shadows… And The Dark Things You Fear

Pubblicato il 06/04/2005 da
voto
7.0
  • Band: CRYPTIC WINTERMOON
  • Durata: 00:52:06
  • Disponibile dal: 28/03/2005
  • Etichetta:
  • Massacre Records
  • Distributore: Self

Spotify:

Apple Music:

Niente da fare…al cospetto della musica dei Cryptic Wintermoon, chi scrive tende inevitabilmente a rammentare luoghi e paesaggi de “Il Signore Degli Anelli”, pur non essendo la formazione tedesca, a differenza di molte altre, ispirata dal best-seller della letteratura fantasy. E se, con il precedente “A Coming Storm”, era la tetra visione di Cirith Ungol ad emergere dalle caverne dell’immaginazione, con questo nuovo “Of Shadows…And The Dark Things You Fear” il sestetto teutonico sembra essere sciamato fuori da Minas Morgul per andare all’assalto di Osgiliath. Ancora saldamente ancorati ad un black/thrash sinfonico (non esageratamente sinfonico, però), gli alfieri della Massacre sono maturati quel tanto che basta per consentir loro di superare tranquillamente, a livello di qualità, il predecessore del nuovo lavoro. Il pezzo d’apertura, “Thrashomatic Overdrive” (“The Dark Things You Fear” è solo un’intro), fin dal titolo la dice lunga sull’attitudine dei Cryptic Wintermoon: spaziare senza obblighi di sorta tra thrash vitaminizzato a furor di black e black cadenzato da stacchi thrash, il tutto arrangiato e condito da tastiere usate sapientemente e da un flavour epico-nordico mai fuori luogo. Veloci, mid-tempo o variabili che siano nell’impostazione, le composizioni qui presenti si lasciano ascoltare con piacere e divertimento, mai troppo prolisse e mai noiose. La voce di Ronnie è per il 90% del tempo impostata su di un limpido screaming black, pur se in sporadiche occasioni accenna a delle clean vocals evocative, aiutato da cori epici. La produzione è buona, anche se la batteria è vagamente plasticosa, e il lavoro chitarristico di Larsen e Michael non fa una piega, se non quella di ricalcare in toto gli stilemi dei due generi a cui la band fa più riferimento. Il nome a cui più facilmente si associano i Cryptic Wintermoon è rimasto quello dei primi Old Man’s Child, quelli più thrashettoni ed epici e meno Dimmu Borgir-oriented. “Synthetic God” è un brano esaltante, mentre “Once…In The Windblasted North” richiama vivamente gli Emperor più eterei; le canzoni restanti, come già detto, non sfigurano per niente. Un album riuscito pienamente, per un combo che si conferma per lo meno interessante e su buoni livelli e che può piacere davvero un po’ a tutti gli amanti del metallo estremo. Con Osgiliath conquistata, i nostri allungano le loro ombre su Gondor…

TRACKLIST

  1. The Dark Things You Fear
  2. Thrashomatic Overdrive
  3. Portals Of Nightfall
  4. Bonegrinder 1916
  5. Synthetic God
  6. Where The Oceans Meet Eternity
  7. Grave Without A Name
  8. Once… In The Windblasted North
  9. W. A. R. ( Without Any Regret )
  10. Heavy Armed Assault
  11. Open Fire
  12. Grim Frost
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.