CRYPTOPSY – The Book of Suffering – Tome II

Pubblicato il 30/10/2018 da
voto
7.0
  • Band: CRYPTOPSY
  • Durata: 00:17:40
  • Disponibile dal: 26/10/2018
  • Etichetta:
  • Distributore:

Come nutrire fiducia e speranza in una band che nel tempo ha perso per strada i propri compositori più famosi e che a volte si è inoltre resa protagonista di alcuni discussi cambi di rotta, barcamenandosi fra alterne vicende? Eppure, con il disco omonimo e, soprattutto, con il primo tomo della serie di EP “The Book of Suffering” i Cryptopsy sono riusciti a spazzare via tutte le paure, sorprendendo con del materiale sicuramente superiore a ogni previsione. Ormai a tenere alta la bandiera della death metal band di Montreal è rimasto soltanto un componente del nucleo fondatore: il mitico batterista Flo Mounier, capace sempre di grandi finezze a velocità incredibili. Accanto a lui, però, ritroviamo degli elementi che potremmo ormai definire autorevoli: il chitarrista Chris Donaldson e il frontman Matt McGachy, nel gruppo da una dozzina d’anni, più il validissimo bassista Olivier Pinard, accolto nella line-up nel 2012 e di recente entrato a far parte anche dei Cattle Decapitation.
Il risultato di questo spiegamento di forze è nuovamente un’opera di grande interesse, certamente in linea con quanto pubblicato su “The Book of Suffering – Tome I”. Come accennato, negli anni la proposta dei Cryptopsy ha subito varie modifiche e a volte si è anche semplificata adottando formule controverse, ma da qualche tempo a questa parte il gruppo ha appunto ritrovato la cosiddetta quadratura del cerchio, riprendendo le arie convulse, ansiogene e iper aggressive del suo vecchio repertorio e rielaborandole in una forma più moderna.
Gli ingredienti per soddisfare i fan ci sono tutti, a cominciare dalla consueta meravigliosa prestazione di Mounier, per arrivare poi al vero fulcro dei brani, ovvero lo spasmodico lavoro di chitarra di Donaldson e l’altrettanto isterica prova vocale di McGachy, a tratti davvero somigliante al perfetto ibrido fra Lord Worm e Mike DiSalvo, i due più famosi ex cantanti della band. Come sottolineato per “Tome I”, non siamo al cospetto di quel pallido auto-tributo che in tanti temevano; nei quattro pezzi proposti, il quartetto riesce tanto ad evocare le sonorità dei primi album, quanto a portare di colpo il sound su costrutti più vivaci e attuali nei suoni, spingendo tantissimo sulla velocità e sulla tecnica (questa volta la frenesia ricorda persino i tempi di “None So Vile”) senza però dimenticare delle pregevoli dinamiche. Nel complesso, il primo volume poteva vantare brani più “orecchiabili”, mentre questo “Tome II” punta maggiormente su pattern tritacarne da decifrare con maggior pazienza. Restiamo comunque davanti ad un’opera di spessore, che mantiene saldamente i canadesi ai vertici del loro filone, anche se abbiamo la sensazione che purtroppo nel cuore dei fan e del pubblico in generale non lascerà il segno che meriterebbe, offuscata dalla memoria dei capolavori del passato sfornati dalla band. E questo è un vero peccato.

TRACKLIST

  1. The Wretched Living
  2. Sire of Sin
  3. Fear His Displeasure
  4. The Laws of the Flesh
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