6.5
- Band: CRYSTAL EYES
- Durata: 00:42:36
- Disponibile dal: 21/11/2008
- Etichetta:
- Metal Heaven
- Distributore: Frontiers
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Sesto album per gli svedesi Crystal Eyes, band attiva dal 1999 e dedita ad un power metal di stampo germanico, con chiare influenze provenienti da Hammerfall e Running Wild ma che non disdegna esplorare il terreno dell’hard rock; questo “Chained” non brilla certo di originalità, ma è senza dubbio un discreto lavoro ben confezionato e ben suonato, che conferma le tendenze musicali del combo svedese e che mantiene la discografia della band su livelli più che positivi. Certo, se siete alla ricerca di nuove sonorità in ambito power, di una ventata di freschezza sulle sonorità che tanto amate, allora indirizzate le vostre attenzioni su altre proposte, ma se invece amate il power metal in tutto e per tutto, allora questa release non sfigurerà di certo nella vostra collezione. Già l’opener è un manifesto del power in stile Hammerfall, una song di facile presa accompagnata da un chorus da stadio come nella migliore tradizione del genere: i richiami alla band di Cans e soci è più che esplicito, ma la canzone si fa ascoltare e risulta più che piacevole; stesso impianto stilistico e stesso ritornello da stadio con la successiva “The Fire Of Hades”, che però risulta più “cattiva” e meno stancante della precedente. Con “The Devil Inside” invece il registro cambia in un hard rock melodico che spezza la monotonia iniziale dell’album e dona quel tocco di diversità che rende la proposta più varia, pur mantenendosi dentro certi registri stilistici. L’album prosegue sulle coordinate del trittico iniziale, alternando brani più power come la maideniana “Shadow Rider” e “Waves Of War”, di chiare influenze provenienti dai Runnig Wild, a song di chiara matrice hard rock come “The Devil Inside”. I nostri però esplorano anche i territori delle ballad con “Dying In The Rain”, classica power-ballad, e con la medievaleggiante “Guardian” che chiude in bellezza l’album. Niente da eccepire su quanto proposto dai Crystal Eyes, peccato però che pecchino in originalità: a conti fatti “Chained” è sì un album più che sufficiente, ma troppo debitore dei lavori di illustri colleghi.
