CULT OF EIBON – Black Flame Dominion

Pubblicato il 04/11/2021 da
voto
6.5
  • Band: CULT OF EIBON
  • Durata: 00:39:05
  • Disponibile dal: 29/10/2021
  • Etichetta:
  • Iron Bonehead Prod.

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La cerchia di accoliti dediti al culto della fiamma più nera si amplia con un nuovo nome: quello dei Cult of Eibon.
Il gruppo greco arriva al debutto sulla lunga distanza sotto l’egida della Iron Bonehead, e quello che si rovescia dalle casse dello stereo fin dalla inziale “Into The Realm of Na-Girt-A-Lu” è una densa, miasmatica colata di black metal di matrice ellenica. Il pedigree di qualità è dato dai riffoni slabbrati e corposi, dalla produzione volutamente malmostosa e ignorante (forse pure troppo), dalla batteria pressata in potenza e velocità con ritmi da cardiopalma, con i latrati sgraziati e belluini a chiosare il tutto con una nota ulteriormente malvagia. I quaranta minuti scarsi di “Black Flame Dominion” pagano pegno alla violenza belluina degli albori della scena black ellenica, sempre in bilico tra Dei Esterni e Lucifero: la cavalcata convulsa della titletrack, il comparto ritmico schioccante e sincopato di “Crossing The Stargate Of Xitalu”, gli inserti di tastiera di “Recollections From The Chthonian Empire”, le suggestioni di “The Dreamer And The Morning Star” prendono spunto dai paradigmi inciso a fuoco vivo dall’operato di Rotting Christ pre-“A Dead Poem”, Varathron, Kawir (con cui condividono il cantante), Thou Art Lord, reinterpretandoli con l’abnegazione di chi ha votato la propria anima alle deità più immonde senza pensarci due volte – come si può ascoltare in “Phaesphoros”, in cui momenti tiratissimi quasi da asfissia si alternano a rallentamenti all’insegna di un lavoro di chitarre ‘alla maniera greca’, con invocazioni impastate nella parte centrale ad accrescere l’aura blasfema del brano.
“Black Flame Dominion” risulta quindi un album nero e bestiale che però paga un pegno troppo alto agli stilemi del genere, con una freschezza musicale che viene meno già dopo qualche ascolto. Se siete completisti appassionati delle declinazioni più mediterranee del black metal sarete comunque contenti, negli altri casi avrete forse una lieve intossicazione di zolfo e le orecchie un po’ scartavetrate, ma nulla di più. Rimandati al prossimo disco.

TRACKLIST

  1. The Fiery Pillars Of Ninazu
  2. Into The Realm Of Na-Girt-A-Lu
  3. The Dreamer And The Morning Star
  4. Phaesphoros
  5. Black Flame Dominion
  6. Recollections From The Chthonian Empire
  7. Crossing The Stargate Of Xitalu
  8. The Mournful Chime Of Charon's Bell
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