7.5
- Band: COURSE OF FATE
- Durata: 00:45:18
- Disponibile dal: 30/01/2026
- Etichetta:
- ROAR! Rock Of Angels Records
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I norvegesi Course Of Fate muovono i primi passi all’interno del sottobosco prog scandinavo diversi anni fa, pubblicando una serie di demo ed EP prima di trovare una prima, concreta sintesi nel debutto “Mindweaver” (2020). Nonostante la band sia sempre mossa all’ombra di un sottobosco musicale, senza attirare troppe attenzioni, non possiamo fare a meno di notare come la crescita stilistica e musicale del quintetto scandinavo sia sempre progredita costantemente.
L’ultima fatica discografica dei nostri, dal titolo “Behind The Eclipse” ci immerge in un progressive volutamente lontano dagli stilemi più virtuosistici e fortemente strumentali di band come Dream Theater o Symphony X per avvicinarsi molto di più ad una dimensione intima e cerebrale vicina a gruppi come i Soen, i Pain Of Salvation o gli Evergrey. Sin dalla copertina dell’album capiamo immediatamente come il concetto di luce ed ombra ricoprirà un ruolo fondamentale nell’opera: questa dualità, espressa graficamente dall’eclisse, diventa un tao in cui luce e ombra, bene e male, giusto e sbagliato si intersecano, mescolandosi.
La voce di Eivind Gunnesen risulta perfetta per cantare un album in cui la speranza si mescola alla disillusione. Rimangono impressi brani emozionalmente intensi come la title-track oppure “Sky Is Falling” che sputano in faccia all’ascoltatore un mondo definito dalla caduta della morale di una società sul punto del collasso. Sull’altro lato dello spettro troviamo invece sonorità più dolci e cullanti come “Don’t Close Your Eyes” in cui si viene incoraggiati ad abbracciare l’esistenza per come si presenta, accettando e vivendo il dolore come parte integrante della vita stessa.
Molto calzanti sono anche le parti di basso di Torstein Haakafoss, in grado di far emergere lo strumento attraverso linee ben pensate che si intrecciano con gran gusto all’interno delle maglie strumentali, come accade ad esempio in “And So It Goes”.
La disillusione del tenere gli occhi aperti senza essere in grado di vedere è una tematica centrale di brani come l’intenso interludio “Memories” oppure di “Neverwhere”: un luogo che è un non-luogo, una meta vuota a cui l’ascoltatore approda alla fine dell’ascolto dell’opera.
Alla fine dei circa quarantacinque minuti di ascolto capiamo che “Behind The Eclipse” è un viaggio attraverso la disillusione, la perdita di senso e il rifiuto della verità, dove la luce non è mai semplicemente salvezza e l’oscurità non è solo male.
I Course Of Fate raccontano un’umanità che sopravvive chiudendo gli occhi, ma che paga questa scelta con la perdita di identità, empatia e significato. E quando tutto sembra crollare, non resta una redenzione, ma la semplice e spietata continuità della vita. L’ultima release dei norvegesi risulta quindi un lavoro valido ed equilibrato, capace di trasmettere la visione di un gruppo che ha sicuramente carte da giocare e cose da dire all’interno dei confini del genere progressive; un’opera che vale la pena di ascoltare e riascoltare per cogliere i diversi livelli di lettura che, soprattutto nei testi, troviamo.
