CURSE THIS OCEAN – Lightbringer

Pubblicato il 30/09/2013 da
voto
7.0
  • Band: CURSE THIS OCEAN
  • Durata: 00:37:37
  • Disponibile dal: 15/12/2012
  • Etichetta:
  • Strikedown Records

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Il canto del cigno dei Curse This Ocean corrisponde anche al suo esordio, almeno da quanto apprendiamo sulla pagina Facebook della band, con un semplice e poco dettagliato messaggio di saluto verso tutti quelli che a loro, anche se per breve tempo, ci hanno creduto. Una band come tante, che forse non verrà ricordata nel corso del tempo, ma che sicuramente è in grado di catturare l’attenzione degli ascoltatori più avvezzi a sonorità oscure e crudeli, quelle che non rinunciano ad una certa componentistica atmosferica nello sviluppo di tracce dal sapore grigio e nebbioso. Tutto si può fare con la giusta ispirazione ed una capacità di sintesi tanto banale quanto efficace, persino rendere una già navigata formula hardcore-metal ricca di “freschi” spunti compositivi, non più aggrappati al cordone ombelicale di formazioni come Converge, Trap Them o primi Cult Of Luna, ma piuttosto capaci di reggersi in piedi sulle proprie gambe e compiere i propri primi grandi eventi, seppur con i sempre riconosciuti e rispettati gradi di parentela. “Lightbringer” guarda dal basso verso l’alto i propri severi patriarchi con il fascino delle prime scoperte, li emula con la giusta intensità e le giuste motivazioni. Da qui, viene al mondo una fila di brani spietati e fulminei prima – un tiro micidiale quello in possesso dalla titletrack e dalla successiva “Black Blood”, perfettamente amalgamate nella disordinata e turbolenta “Time Heals Nothing” – ed episodi che fanno della componente evocativa il loro fulcro portante dopo, come la conclusiva “The Eighth Day” o, meglio ancora, la precedente “Zeitgeist”, traccia ruvida e giocata su tempi lenti, introdotta da un giro di basso che ricorda alcune soluzioni adoperate da Andreas Johansson nell’era pre-“Salvation” e costruita poi sopra un crescendo di chitarre fino alla sua uscita simil post-rock, il tutto senza chiamare in causa momenti di noia o prevedibilità. Un potenziale che, a tratti, c’è da dirlo, viene ingenuamente “sprecato” in episodi che nulla tolgono e aggiungono al valore del disco, finendo per diventare delle b-side di cui, sinceramente, potevamo farne tranquillamente a meno, soprattutto a fronte delle ottime trame principali sopra elencate, quelle che non proiettano rimandi immediati alle diverse realtà presenti nelle scuderie Southern Lord e Deathwish. Una band italiana con potenziale su larga scala internazionale, l’ennesima di un genere che non vuole proprio dimostrare cali d’intensità. Sperando che quel famoso messaggio rimanga una qualche sorta di scherzo, li attendiamo con piacere e curiosità ad una qualche sorta di resurrezione.

TRACKLIST

  1. Lightbringer
  2. Black Blood
  3. When Everything Is Dead And Gone
  4. Thorn Eater
  5. XIII
  6. XVI
  7. Time Heals Nothing
  8. Among The Wolves
  9. Zeitgeist
  10. The Eighth Day
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