CYNIC – The Portal Tapes

Pubblicato il 26/04/2012 da
voto
6.0
  • Band: CYNIC
  • Durata: 00:45:21
  • Disponibile dal: 23/03/2012
  • Etichetta: Season Of Mist
  • Distributore: Audioglobe

Sicuramente i fan dei Cynic saranno già a conoscenza della storia; a tutti gli altri invece giova ricordare che – dopo lo scioglimento della band a seguito della pubblicazione di “Focus” – il fantastico trio decise di rientrare presto in pista sotto il nome di Portal, distaccandosi completamente dalla scena estrema e cercando ispirazione nelle trame progressive più eleganti e raffinate. Come Portal, però, i Nostri non riuscirono mai a pubblicare nulla, se non un demo su cassetta. Oggi, a quasi vent’anni di distanza, la Season Of Mist decide di rieditare il tutto in CD, facendolo però uscire furbescamente sotto il nome Cynic, giusto per cavalcare l’onda fino a che il vento soffia. Prescindendo dall’eticità dell’operazione, iniziamo con il dire che nei Portal, oltre a Masvidal, Reinert e Gobel, militavano anche Chris Kringel (bassista) e la singer di estrazione prettamente pop rock Aruna Abrams, in possesso di una timbrica piuttosto calda ed avvolgente. Dicevamo che il genere proposto si discosta completamente dal death metal e da qualsivoglia forma di estremismo musicale, concentrandosi su di un progressive rock ricco di pathos dove anche la fusion ha una parte preponderante. Di certo si riconoscono le mani di Paul Masvidal e Sean Reinert dietro le composizioni, ma, in definitiva, i Portal ci paiono più vicini ai Gordian Knot che non ai Cynic. “The Portal Tapes” è un lavoro estremamente elegante e ricercato, ma anche privo di guizzi particolari e povero di quel pathos che dovrebbe ammantare produzioni di questo tipo. Certo, si resta sempre stupefatti nell’ascoltare i musicisti in azione, anche quando – come in questo caso – il fattore prettamente tecnico non è preponderante ed è anzi completamente asservito alla canzone. Purtroppo, però, troppo spesso non si riesce a tenere desta l’attenzione, a causa di passaggi fin troppo soffusi e ripetitivi. Da salvare – oltre alle performance individuali – c’è un pacato uso dell’elettronica che ammanta i brani e dona loro un’aura decisamente sognante. Inoltre, non va dimenticato che il lavoro originariamente uscì nel 1994, quindi in piena esplosione del prog metal; ebbene, i ragazzi già allora si distinguevano ampiamente dalla massa, ignorando completamente le influenze dei Dream Theater e preferendo insistere su di un jazz fusion elegante posato su strutture prog molto delicate. Sulla carta tutto molto bello, ma, tradotto in musica, l’operazione può dirsi riuscita solo in parte.

TRACKLIST

  1. Endless Endeavors
  2. Karma's Plight
  3. Circle
  4. Costumed In Grace
  5. Cosmos
  6. Crawl Above
  7. Mirror Child
  8. Road To You
  9. Belong
  10. Not The Same
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