CYRAX – Reflections

Pubblicato il 12/01/2014 da
voto
6.0
  • Band: CYRAX
  • Durata: 00:33:14
  • Disponibile dal: 31/10/2013
  • Etichetta: Musea
  • Distributore:

Davvero molto particolare l’esordio sulla lunga distanza dei lombardi Cyrax. Questi cinque ragazzi, provenienti da dintorni di Milano, si sono infatti resi autori di un lavoro che si presenta molto variegato ed eclettico, pieno di trovate inaspettate e di passaggi in grado di cogliere di sorpresa l’ascoltatore anche dopo ripetuti ascolti. Introdotto da una cover molto appropriata, rappresentate alcuni robot vestiti con abiti storici e allineati come statue di un tempo che fu, “Reflections” è un curioso, sicuramente interessante, ma anche un po’ azzardato e confusionario mix di vecchio e  nuovo, di classico e moderno. La base principale pare essere un progressive metal abbastanza spinto e tecnico, sotto al quale si odono però spesso echi quasi industrial, supportati sovente da un’elettronica importante, e sono anche presenti anche forti influssi da generi più classici, quali il power, l’heavy, o l’epic, per citarne solo alcuni. Una grande varietà di stili e soluzioni compositive, come si può vedere, che sono sicuramente riflesso di una grandissima creatività e versatilità, ma che non sempre lo sono anche di una altrettanto grande personalità. E’ proprio in questa criptica frase che troviamo però il problema principale di questa band: se sulla preparazione strumentale e il buon gusto compositivo dubbi non ne emergono, proprio su questo aspetto ‘personalità’ troviamo un’apparente buccia di banana, che finisce per giustificare quel forse un po’ severo 6 che vedete in calce. A discapito di quanto di buono è possibile ascoltare in questa mezzora di musica, l’eccessiva volontà dei Nostri di spaziare su più stili all’interno dello stesso pezzo (e i pezzi sono anche piuttosto corti, considerata la grande quantità di input) porta ad un risultato a nostro avviso un po’ confusionario, sul quale fatichiamo a trovare una linea comune che ci aiuti a definire bene la personalità dei cinque ragazzi. Si passa infatti dall’aggressività quasi industrial dell’opener “Doom Against True Hell” all’heavy/prog di “My Kingdom For A Horse”, con melodie ben definite che si stampano subito in testa. “The Moor Of Venice” è un intricato passaggio prog ma molto contaminato, soprattutto a livello delle schizzate vocals, mentre la successiva “Fight” mantiene la follia soprattutto a livello delle linee melodiche, su ritmiche più definite ed arrembanti. Dopo un buono strumentale a titolo “Thunderlight”, il pezzo che sinceramente abbiamo preferito, troviamo poi le pennellate epic metal di “Last Call”; canzone introdotta da uno strano chorus polifonico un po’ alla Queen (“The Prophet Song docet…) e caratterizzata da un impianto musicale più quadrato e meno straniante. Sorvolando sulla stranezza, ancora più accentuata e estremizzata, di “Feel The Essence Of Blues”, l’intero album ci risulta appunto fin troppo ardito nel suo continuo rincorrere la ‘soluzione ad effetto’. E’ innegabile che per puntare in alto occorre uscire dal seminato ed osare qualcosa di nuovo, ma è altrettanto vero che nel farlo cis i accolla dei rischi, quali appunto quello di non essere completamente compresi dall’ascoltatore. In questo caso, chi scrive non è perfettamente convinto da questa ricchezza creativa; e forte è in noi la sensazione di stare guardando un bellissimo paesaggio attraverso lenti sfocate: la voglia di mettere a fuoco per godersi la visione d’insieme è tanta, ma è ovvio che solo i Cyrax possono compiere per noi questa attività. Ve ne consigliamo comunque l’ascolto: con dischi coraggiosi come questo, costruirsi un parere personale basato sull’ascolto è secondo noi essenziale…

TRACKLIST

  1. Doom Against True Hell
  2. My Kingdom For A Horse
  3. The Moor of Venice
  4. Fight
  5. Thunderlight
  6. Last Call
  7. Feel the Essence of Blues
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