DAEVA – Through Sheer Will And Black Magic

Pubblicato il 18/10/2022 da
voto
8.0
  • Band: DAEVA
  • Durata: 00:37:07
  • Disponibile dal: 14/10/2022
  • Etichetta:
  • 20 Buck Spin

Nuovo progetto di matrice black/thrash con base in territorio americano, ad opera di ben tre musicisti già attivi nei talentuosi doom metaller Crypt Sermon, con in più la maligna ugola del vocalist Edward Gonet a fungere da avanguardia per una piccola truppa metallica provvista di armi affilate.
Considerando la bellezza del secondo lavoro dei sopracitati Crypt Sermon, nonché il curriculum di tutto rispetto dei medesimi esecutori coinvolti (tra cui ricordiamo l’ex bassista dei Vektor, Frank Chin) era più che lecito aspettarsi fuoco e fiamme da questa nuova creatura dalle tendenze violente e ferine. Tuttavia, mai avremmo pensato che i livelli toccati potessero essere così elevati: “Through Steer Will And Black Magic” è un concentrato di cattiveria, blasfemia, adrenalina ed estro musicale al limite dell’infernale, eseguito peraltro con una dose di tecnica strumentale drasticamente al di sopra rispetto alla media delle formazioni analoghe, come ben presagito anche solo dalle sequenze quasi dissonanti della opener “The Architect Of The Monument”, che per certi versi ci ricordano proprio gli stessi Vektor. “Arena At Dis” adotta una parvenza molto più vicina al black metal, con alle spalle un lavoro di chitarra fortemente ancorato all’old-school, mentre il primo singolo “Passion Under The Hammer” fa sfoggio di una durata più corposa, volta a contenere modifiche e variazioni sul tema che donano un tocco raffinato a un brano sanguinario e perverso.
Le ritmiche fanno tremare i muri, gli assoli sono più complessi del previsto e il già citato frontman Edward Gonet col suo timbro putrescente non stonerebbe all’interno di un qualsiasi lavoro ad opera di colleghi più inflazionati, ma in questo caso egli è solo la punta di un iceberg che si dimostra perfido e colto man mano che scorre la tracklist.
Il caos evocato anche dalla suggestiva copertina si manifesta in brani come “Loosen The Tongue Of The Dead” e “Fragment In Ritual Splendor”; quest’ultima in particolare assomiglia quasi ad un incontro amoroso e carnale tra un qualsiasi brano di Abbath e uno sfoggio di note in chiave technical thrash, tanto da divenire in poco tempo una delle nostre preferite del pacchetto. “Polluting The Sancuary (Revolutions Against Faith)” è il secondo singolo dell’album, e come tale deve presentare con più cura possibile quella che è la natura maledetta di una delle band più interessanti in cui abbiamo avuto modo di imbatterci nel corso del 2022: denti digrignati, collo in fiamme e tanta voglia di fomentare una rivolta in Vaticano seguendo le ritmiche tritaossa di un pezzo che farà la gioia di ogni fan di gente come Absu, Midnight e Aura Noir, almeno quanto la più putrida “Itch Of The Bottle”, i cui blast-beat ci risuonano nelle orecchie anche svariate ore dopo l’ascolto.
Trentasette minuti di tracklist che si concludono come di consueto con una sorta di mini-suite grazie a “Luciferian Return”, di fatto volta a sommare in un unico estratto diverse soluzioni stilistiche che hanno caratterizzato la mezz’ora metallica precedente, con un risultato generale che non fatichiamo a ritenere sorprendente, e volendo spingerci ancora oltre potremmo dire che siamo in presenza di una delle uscite più ficcanti dell’anno, capace di ricordarci ulteriormente quanto possono avere ancora da dire determinati filoni al limite dell’inossidabile. Correte ad ascoltarlo il prima possibile e supportate questa giovane realtà, perché è proprio di lavori come questo che la nostra fame di cattiveria musicale, atmosfere da incubo e doti esecutive ha bisogno per saziarsi.

TRACKLIST

  1. Intro (Emanations)
  2. The Architect And The Monument
  3. Arena At Dis
  4. Passion Under The Hammer
  5. Loosen The Tongue Of The Dead
  6. Fragmenting In Ritual Splendor
  7. Polluting The Sanctuary (Revolutions Against Faith)
  8. Itch Of The Bottle
  9. Luciferian Return
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